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Sellerie, la stanza degli sport nel tour di Palazzo d’Arco 

L’ambiente aperto per l’associazione che finanzierà il recupero delle Pescherie. Oggetti per equitazione, scherma, badminton ma anche le scatole per i duelli

MANTOVA. Palazzo d’Arco ha aperto un’altra stanza segreta, la selleria, simbolo delle passioni degli aristocratici della Belle Epoque. La visita, anticipazione della nuova tappa delle visite guidate, è stata offerta a Meglio Mantova e a tutti i partecipanti al primo evento organizzato dall’associazione di imprenditori mantovani che credono nel mecenatismo popolare per finanziare il recupero delle Pescherie di Giulio Romano.

Nella selleria sono raccolti gli oggetti dello sport: equitazione, fioretto, badminton (volano), ginnastica, sciabola, tiro. Sport in voga tra gli aristocratici inglesi che il conte Antonio d’Arco frequentava e ammirava nei suoi lunghi viaggi a Londra come sottosegretario agli esteri del Regno d’Italia. Tanto gli piacquero la Londra vittoriana e lo stile di vita dei lord che lo copiò arredando la famosa stanza rossa del palazzo.

Nella stanza sono rimaste otto selle, da uomo – fra cui una di velluto verde trapuntato – e da donna, per montare all’amazzone, ovvero con la gonna lunga e le gambe sullo stesso lato. L’impugnatura ovviamente è molto importante e vistosa. Ci sono due cavalli giocattolo che sembrano veri, grandi come pony, di lana, pelo e cartapesta. E poi i fioretti, le maschere per il volto e il guanto, poi le sciabole e le racchette da volano. Curiosi i pesi, in metallo, che ricordano quelli attuali, ma con due palle alle estremità, di varie misure a seconda del peso.

Ci sono poi le scatole di legno che i padrini dei duelli portavano agli sfidanti, con dentro le pistole e tutta l’attrezzatura. Le armi sono esposte in teche di vetro nel palazzo, nella selleria ci sono le valigette.

Infine un curioso bersaglio per il tiro con la pistola. Quando si colpiva il centro rosso, da dietro partiva un colpo che segnalava il successo. Invece sopra il disco a cerchi concentrici, stava un Arlecchino e sui lati le sagome di un soldato e di un bersagliere. Colpire una di queste figure era un’umiliazione.

Dalle passioni maschili del padre dell’ultima contessa Giovanna, al piacere del ben mangiare sotto il portico. Meglio Mantova è un’associazione formata da operatori delle eccellenze e comprende ristoratori, produttori e commercianti. Così dietro una porchetta da leccarsi i baffi e altre squisitezze varie si sono visti il Tano Martini, Vera Bini, Giovanni Bassi, e le famiglie Prandi e Ballasini.

La storia del mangiare mantovano veniva intanto spiegata da Stefano Scansani, oggi direttore della Gazzetta di Reggio, cultore della materia. Ad allietare il pubblico Edoardo Lamacchia alla chitarra.

La presidente di Meglio Mantova, Mara Pasetti, ha ricordato che dopo aver contribuito al restauro delle tappezzerie rosse del conte Antonio d’Arco, ora l’associazione si dedica al progetto degli Amici di Palazzo Te di aprire il lato est delle Pescherie sul Rio.

L’evento era iniziato al Teatrino d’Arco. Francesca Campogalliani impersonava madame Vernon Lee, che venne nel 1916. Immagina di essere Clio e con Virgilio incontra Diego Fusari e Italo Scaietta che danno voce a Torquato Tasso, Goldoni, Dickens, Napoleone. Allo scrittore inglese, il gestore del Leon d’oro disse che a Palazzo Ducale non c’era niente da vedere. Palazzo Te era invaso dai rovi, con però dei fiori.(Maria Antonietta Filippini)
 

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