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In 450 per le Luci. Piazza Castello canta i successi di Brondi

L’artista ferrarese ha presentato il nuovo album “Terra”. Applausi per “Cara catastrofe” e “Le ragazze stanno bene”

MANTOVA. Mantova applaude Vasco Brondi, alias Le luci della centrale elettrica, cantautore fra i più interessanti della nuova generazione. In piazza Castello Brondi è arrivato questa sera, martedì 29 agosto, dopo un tour lunghissimo per promuovere il suo quarto album, Terra. Venti le canzoni regalate ai fan mantovani (18 più due bis) tutti dei suoi quattro album, rinunciando così alle cover che, in passato, caratterizzavano i suoi concerti. Circa 450 gli spettatori, per i Baustelle pochi giorni fa erano stati 900. Brondi ha iniziato con “Coprifuoco”, “Qui” e “Stelle marine”, tutte contenute in Terra.

Mantova canta Brondi. In 450 per Le luci della centrale elettrica Mantova applaude Vasco Brondi, alias Le luci della centrale elettrica, cantautore fra i più interessanti della nuova generazione. In piazza Castello Brondi è arrivato ieri sera dopo un tour lunghissimo per promuovere il suo quarto album, Terra. Venti le canzoni regalate ai fan mantovani (18 più due bis) tutti dei suoi quattro album, rinunciando così alle cover che, in passato, caratterizzavano i suoi concerti. Circa 450 gli spettatori, per i Baustelle pochi giorni fa erano stati 900. Brondi ha iniziato con “Coprifuoco”, “Qui” e “Stelle marine”, tutte contenute in Terra. «Ora siamo qui, buonasera e benvenuti» ha salutato Brondi dopo i primi due brani. (video Saccani)

«Ora siamo qui, buonasera e benvenuti» ha salutato Brondi dopo i primi due brani. Con lui erano sul palco Marco Ulcigrai (chitarre), Angelo Trabace (pianoforte e sintetizzatori), Matteo Bennici (basso e violoncello) e Giusto Correnti (percussioni). La musica di questo tour abbandona le tinte tristi e rarefatte dei primi show di dieci anni fa per proseguire in quel lavoro di aggiunta musicale che è iniziato con il tour di due anni fa. Se, infatti, i Radiohead hanno tolto, il cantautore ferrarese (anche se veronese di nascita) ha aggiunto e i live di questo nuovo tour sono figli di una consapevolezza musicale che però non penalizza la parola, cioè la vera essenza del cantautoriale made in Vasco Brondi.

Questa sera, martedì 29 agosto, c’è stato spazio per un gemellaggio virtuale fra Mantova e Ferrara perché dal palco Brondi ha ricordato che «le due città sono vicine anche se per arrivare qui c’è una lunga campagna e c’è da attraversare la provincia che è anche ciò che ispira questa canzone che nasce dai versi di Antonio Delfini» e le note di “La terra, l’Emilia, la luna, io e te” hanno scaldato il pubblico di piazza Castello.

Dalla poesia di Delfini si è passati alla Merini e Brondi ha ricorda la passione della poetessa per il pianoforte mentre, seduto al suo pianoforte, introduceva uno dei pezzi già apprezzati dal suo pubblico, “I Sonic Youth”. Molto apprezzati ieri sera i grandi classici della sua produzione come “Cara catastrofe”, forse uno dei testi più rappresentativi della poetica del cantautore ferrarese e quel «che ci fregano sempre» che caratterizza il ritornello è ancora potente ed è il contraltare in Terra di “A forma di fulmine”, che ha aperto i bis e dove Brondi ha cantato «poi continuare a vivere / e non avere niente da perdere / poi continuare a vivere». In scaletta ieri anche “Le ragazze stanno bene”, un testo d’amore nell’epoca dei diritti e degli amori diversi negati per legge, ma vivi per diritto acquisito in una società che continua, però, a negarli. Lo show presentato in piazza Castello ha tratti pop, ma ciò è dovuto solo ad alcune scelte musicali rese necessarie per sostenere un artista che cresce e sa raccontare ciò che nel minoritario resiste e non vuole essere maggioranza.

Luca Cremonesi

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