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Samuel questa sera in piazza Castello. Lanzoni apre il live

 Stasera, giovedì 31 agosto, alle 21.30 sul palco ci sarà  Samuel Umberto Romano, conosciuto da tutti come Samuel, già cantante e leader con Boosta dei Subsonica

MANTOVA. Dopo il live degli Eclipse di ieri sera la rassegna Mantova Arte & Musica, che ha in piazza Castello il fulcro di questa nuova serie di concerti live, prosegue oggi. Stasera alle 21.30 sul palco ci sarà Samuel Umberto Romano, conosciuto da tutti come Samuel, già cantante e leader con Boosta dei Subsonica.

Il live sarà aperto dal mantovano Federico Lanzoni, definito cantautore rock “dolce e maledetto” con oltre 15 anni di esperienza live, che sarà accompagnato da Damiano Pizzoli (batteria), Mirko Ciro sereni (basso), Andrea Valentini (chitarra) e Isaac Paterlini (voci e percussioni). Lanzoni, in radio da giugno con il singolo MoonLightDrive, alle 20.45 suonerà quattro pezzi che saranno presenti anche nel nuovo album in uscita a dicembre. Samuel, che si racconta alla Gazzetta in questa intervista, salirà invece sul palco alle 21.30 (biglietti ancora disponibili al prezzo unico di 25 euro) con lo show che lo vede protagonista di questa estate, trainato dal successo del singolo radiofoncio “La statua della mia libertà” contenuto nell’album solista “Il codice della bellezza” uscito lo scorso 24 febbraio a seguito della sua partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “Vedrai”.

Cosa le sta dando questa esperienza da solista che le mancava dopo gli anni con i Subsonica e i Motel Connection? «Una consapevolezza delle mie potenzialità. In questa esperienza volevo confrontarmi con me stesso dopo anni in cui ho lavorato sempre in un’equipe creativa. Si tratta di un momento di pausa che mi serve per rigenerami ma anche per crescere. Non è una fuga, ma solo un modo per capire me stesso e fare i conti con la mia creatività. Non solo, si tratta anche di un modo per conoscermi meglio ed è da questo punto di vista un’esperienza molto positiva».

Il concerto prevede 22 canzoni (17 brani e 5 bis) che pescano nell’album, nel repertorio dei Subsonica, ma anche alcune cover. Tra le conzoni che canterà c’è “Ho difeso il mio amore” dei Nomadi, come mai questo omaggio al gruppo di Daolio e Carletti? «Cantavo questa canzone da bambino. Quando a Sanremo mi hanno chiesto che cover volessi presentare mi hanno dato alcuni suggerimenti, ma io avevo in mente quella canzone, che è anche legata a molti ricordi familiari. Ne ho fatto la versione di Sanremo e abbiamo deciso di portarla in tour con un arrangiamento ritmico importante nato anche grazie al lavoro fatto con il mio batterista Christian “Tozzo” Montanarella ex Linea77».

Lei è nato nel 1972, dal 1996 è un big della musica italiana. Come è cambiata la musica in questi anni?

«Molto e tutto grazie al progresso tecnologico e ai mezzi. Oggi si può fare musica in casa, si possono registrare album spendendo poco e la musica ha allargato i confini. Non solo, sul palco è un mondo tutto nuovo, grazie anche ai telefoni che registrano e fotografano. Per il nostro lavoro, invece, le soluzioni sono tante. Anche io ho potuto costruire un palco diviso in tre parti per riposare le mie tre anime, quella tecnologica, quella cantautoriale e quella più pop».

Amore e bellezza sono i cardini del suo lavoro, come li ha legati insieme nell'epoca dell'apparire?

«Con la consapevolezza che serve equilibro e soprattutto che la vera bellezza è quella che va cercata all'interno. Qui, all'interno di ognuno di noi, ci deve essere equilibro e solo così, appunto, nasce la vera bellezza che conduce all'amore. In questo mio lavoro ho cercato di dire a raccontare di questa bellezza e di questo amore».

Luca Cremonesi
 

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