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IL CONCORSO

Giulia, acrobazie in verticale. E la giuria viene conquistata

La 17enne mantovana trionfa nella categoria “Varietà” al concorso veronese. Il primo premio assoluto va a Pass Pass, lo strepitoso clown di Curtatone

MANTOVA. Sotto i riflettori del concorso “Talenti ne l’Arena” splendono due realtà mantovane: un artista ormai noto in tutta Italia, il clown Pass Pass, in arte Jean Pierre Bianco - origini francesi ma residente a Curtatone -, vincitore assoluto del concorso, e un’atleta che, con una performance di verticalismo, ha conquistato il cuore della giuria.

È la storia di Giulia Viviani, atleta della società Airone Mantova che domenica scorsa ha preso parte alla finale che si è tenuta a Bovolone, aggiudicandosi il primo posto nella categoria varietà. Il concorso organizzato da Tele Arena a consisteva in tre prove: selezioni, semifinale e finale, tutte brillantemente superate da Giulia con il primo posto. Oltre alla categoria varietà, che raccoglieva al suo interno maghi, acrobati e artisti specializzati nel body painting (una forma di pittura fatta sul corpo a scopo ornamentale), erano in gara anche cantanti e ballerini.

Al termine di ogni prova (sei prove per le selezioni, tre per le semifinale e la finale) sono stati scelti i migliori talenti che si sono sfidati alla finalissima di domenica. Ogni categoria era rappresentata da tre talenti ciascuna a eccezione di due ex aequo che hanno portato il numero dei partecipanti a quota 11.

Sul podio della finalissima quattro talenti. La studentessa e atleta mantovana ha presentato una specialità unica nel suo genere, quella del verticalismo, che consiste nell’eseguire una serie di figure stando in verticale reggendosi su dei trespoli. Una specialità che richiede non solo grande equilibrio ma anche forza, grazia ed eleganza nei movimenti.

«Per le selezioni ho presentato un esercizio sul tema di Alice nel paese delle meraviglie mentre per la semifinale ho scelto di cambiare genere e ho portato una coreografia intitolata Robot dove impersonavo un uomo che lottava contro la tecnologia per restare uomo e non trasformarsi in un manichino cibernetico – racconta la 17enne -. In finale però ho deciso di portare un esercizio con un messaggio importante sulla violenza di genere. Interpretavo una storia d’amore e di violenza cercando di trasmettere al pubblico diverse emozioni: la felicità e la gioia che si prova all’inizio di una relazione e poi con i primi gesti di violenza ecco rabbia, tristezza, delusione e dolore».

Un’esperienza che non solo l’ha incoronata vincitrice della propria categoria ma che le ha lasciato molto di più: «È stata un’esperienza bellissima che mi ha messa alla prova in un ambiente totalmente nuovo. Non immaginavo sarebbe stato un concorso così grande e importante, non ero preparata alle luci dei riflettori, ai fotografi e alle interviste dei giornalisti e arrivare in finale e vincere il premio di categoria è stata una grande emozione. Oltre a una gara è stata un’occasione di nuovi incontri, ho conosciuto diversi artisti con i quali potrei collaborare in futuro. Subito dopo la gara ho ricevuto diverse proposte per realizzare esibizioni con altri talenti, sia emergenti che professionisti».

Soddisfatti anche gli allenatori Lorella Caleo, Martina Guaita e Cesare e i suoi tifosi che hanno sempre seguito e sostenuto Giulia.


 

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