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Longino e le opere nella basilica di Weingarten

Grande interesse per la conferenza della studiosa d’arte Ilse Gaus alla Rotonda di San Lorenzo

MANTOVA. La Compagnia del Preziosissimo Sangue, in collaborazione con l’Associazione per i monumenti domenicani ha organizzato l’altra sera nella rotonda di San Lorenzo, un incontro sul tema Longino, la reliquia del Preziosissimo Sangue, gli affreschi e le opere nella basilica di Weingarten.

A relazionare sull’argomento, Ilse Gaus, studiosa d’arte, guida turistica e collaboratrice della parrocchia di San Martino, nella cittadina tedesca da quasi un ventennio gemellata con Mantova. A fare gli onori di casa è stata Rosanna Golinelli mentre la vicepresidente del Consiglio Comunale Maddalena Portioli ha portato i saluti del sindaco Mattia Palazzi oltre ad esprimere il proprio rammarico per la recente scomparsa di una storica militante dell’associazione Weingarten-Mantova: Annelie Oehlschlaeger.

Il priore della Compagnia del Preziosissimo Sangue Giorgio Saggiani, associandosi nel cordoglio, ha poi ripercorso la storia della Reliquia e del gemellaggio italo-tedesco. Ilse Gaus ha proposto un piccolo viaggio virtuale nella basilica di Weingarten. Elegante e slanciata, la basilica svetta sulla cittadina del Baden-Wurttemberg, affiancata da un antichissimo monastero benedettino. La studiosa ne ha tessuto la storia, per poi illustrarne le preziosità supportata anche da una serie di diapositive (con didascalie in italiano). Nelle immagini si sono susseguiti affreschi, sculture, decori a stucco, gli stalli del coro finemente intagliati, l’organo con 6666 canne e il pulpito rococò.

Il folto pubblico ha seguito le spiegazioni con grande interesse. Il “gioiello barocco”, al cui progetto collaborarono numerosi artisti italiani, custodisce un tesoro inestimabile: la Reliquia del Preziosissimo Sangue, proveniente da Mantova (fu donata, nel 1055, all’imperatore Enrico III). Conservata in un altare di vetro blindato, si offre quotidianamente alla venerazione dei fedeli, portata in processione una sola volta all’anno, durante il Venerdì del Sangue (Blutfreitag).

Al tema della Redenzione e a San Longino, il soldato romano che avrebbe trasferito il sangue di Gesù dalla Palestina, è riservato un ciclo pittorico, che affianca quelli dedicati a Maria e a San Benedetto. Una nota triste ha concluso l’applaudito intervento della Gaus: nel 2010, i benedettini, primissimi custodi della Reliquia, hanno abbandonato il monastero. Ora la parrocchia di San Martino è affidata a due prelati secolari. Hanno presenziato all’incontro monsignor Giancarlo Manzoli, don Stefano Peretti e don Maurizio Falchetti.


 

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