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Toni e Za, uomini del Po dalle tante geniali affinità

Rassegna a palazzo Bentivoglio di Gualtieri con molti eventi collaterali Quadri e documenti per raccontare la storia di Ligabue e Zavattini

“L’ossessione dello sguardo. Zavattini incontra Ligabue” è il titolo della mostra in corso fino al 12 novembre a palazzo Bentivoglio di Gualtieri (Reggio Emilia), a cura della Fondazione Museo Antonio Ligabue e del Comune di Gualtieri, corredata da un fitto calendario di appuntamenti tra cinema e teatro. Nel salone dei Giganti dello storico edificio sono esposti 50 opere di Antonio Ligabue, 120 quadri di Cesare Zavattini oltre a un ampio patrimonio documentale di entrambi, per raccontare la storia umana e artistica di questi due protagonisti italiani del ‘900, nati o vissuti, almeno in parte, nella Bassa Reggiana, uomini del Po. La mostra vuole essere un omaggio ai due artisti a 50 anni (1967) dall’uscita del poemetto Ligabue dedicato a Toni da Za e a 40 anni (1977) dal film Ligabue di Salvatore Nocita con la sceneggiatura di Cesare Zavattini e Arnaldo Bagnasco interpretato da Flavio Bucci.

«Ligabue e Zavattini sono due geni artistici in cui le diversità si intrecciano con le affinità – scrivono in catalogo i curatori della rassegna -. Tanto uomo primitivo, istintivo e selvaggio Toni, quanto uomo dalla forte socialità Za. Ma entrambi “irregolari”, non catalogabili sia dal punto di vista artistico che umano. La loro vita non è un’opera d’arte inferiore alle loro più belle produzioni artistiche». Uno dei punti d’incontro ravvisati tra i due artisti dai curatori è proprio l’ossessione dello sguardo, degli occhi. Ligabue guarda se stesso trasfigurato in una tigre, Zavattini scruta insistentemente il proprio volto tanto che per entrambi il genere dell’autoritratto è uno dei più praticati.

Tra i prossimi eventi “fuori mostra” in calendario sabato alle 21 sarà la volta di Parliamo tanto di me, reading di e con Marco Morellini con le musiche di Fabio Vidali, che permetterà di riscoprire testi di Zavattini ancor oggi poco conosciuti dal grande pubblico. L’appuntamento è a Luzzara, al Centro Culturale Zavattini in viale Filippini 35, a ingresso gratuito. Da giovedì 28 settembre, con repliche fino all’1 ottobre, al teatro Sociale di Gualtieri si terrà poi un "viaggio" per piccoli gruppi di spettatori dal titolo Casa Ghizzardi. Mi richordo ancora dedicato alla figura e alla vocazione artistica di Pietro Ghizzardi, uomo umile e incolto, che trova nella pittura, realizzata con materiali di fortuna, il senso della propria esistenza.

Per informazioni sul calendario degli eventi e sulla mostra si può telefonare allo 0522 221869 o consultare il sito www.fondazionemuseoligabue.it.

Paola Cortese

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