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Mantova e i festival. Una risorsa per la città

Il focus al Bibiena tra cultura, qualità e ritorno economico

MANTOVA. Come misurare le azioni culturali? Con quali parametri? La cultura prodotta dai festival che impatto ha su Mantova? I festival mantovani come si sono salvati dalla crisi? Queste le domande che il giornalista Stefano Scansani - che si è subito dichiarato non moderatore ma provocatore - ha rivolto il 29 settembre al Bibiena - nel quadro di “Fatticult” - ai maggiori protagonisti della scena culturale della nostra città.

Per salvarsi ognuno ha la sua ricetta. Il Festivaletteratura ha fatto “la cura dimagrante”, ha detto Luca Nicolini: quest’anno 60 eventi in meno dell’anno scorso, ma la qualità è rimasta la stessa, alta; il riscontro a beneficio della città non deve essere misurato in termini economici, o comunque non solo: a contare è il progredire della cultura, il coinvolgimento delle persone anche al di fuori del festival (ha fatto l’esempio dei gruppi di lettura, attivissimi nel nostro territorio, al top in Italia). Il Festivaletteratura, inoltre, lascerà testimonianza di sé con l’archivio on line, dove si potranno vedere tutti gli eventi.

Cristina Cazzola ha detto semplicemente che la crisi è stata una batosta, e che per superarla da qualche tempo gli artisti che vengono a “Segni” (anche loro in crisi, non sapendo dove andare) sono diventati “coproduttori” del festival, cioè non si fanno pagare, e le spese continuano a esserci, per esempio quelle per l’agibilità dei teatri dove si svolgono gli eventi. Da due anni ”Segni” ha sostituto “d’infanzia” con “New Generation Festival” perché ora si rivolge non solo ai bambini dai 2 ai 10 anni ma agli infanti di 18 mesi fino ai giovani di 18 anni. Per Carlo Fabiano di “Trame sonore” il problema della crisi non è mai esistito: «Non abbiamo avuto l’esigenza di salvarci» ha detto, sottolineando il “servizio culturale” al di là di ogni considerazione economica: bisognerebbe liberarsi della logica economica.

Che invece non è affatto estranea al modo di ragionare del sindaco Mattia Palazzi (che ha anche la delega alla cultura), anche lui al Bibiena: «È giusto fare una valutazione economica, anche se non può essere solo quello il metro di misura» e, ad ogni modo, «Mantova senza festival sarebbe più infelice», ha detto. Come tirare le somme? Mantova è città-festival per eccellenza, città-fortezza della cultura ormai divenuta tradizione da oltre un ventennio. Migliorare si può sempre. Matteo Rebecchi (Fatticult) parte realisticamente dalla “conferma dei risultati positivi”. In Santagnese10 “Fatticult” prosegue oggi: la giornata conclusiva sarà dedicata alle periferie e a quei territori che periferie non lo sono più e non lo vogliono diventare. Nel panel “Le periferie urbane: da problema per il presente a possibilità per il futuro” ne parleranno dalle 10.30 alle 12 un amministratore, Andrea Murari, un docente universitario, Carlo Peraboni, e un sociologo, Sebastiano Citroni. Moderatore l’architetto Federico Fedel. Nel pomeriggio alle 16, sempre in Santagnese, “Storie ambulanti, maratona di lettura in movimento”, condotto da Laura Torelli e Adriana Maiocchi per bambini dai 5 ai 10 anni accompagnati dai genitori. In serata alle 21 nell’area San Nicolò, ingresso da strada Argine Maestro, “Hub lo spazio ritrovato”, una produzione Teatro Magro in collaborazione con Zero Beat.


 

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