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castiglione delle stiviere 

Mutti in mostra nella sua ex officina

A trent’anni dalla morte il Mutty rende onore al chiarista

Il centro culturale Mutty di Castiglione delle Stiviere compie 4 anni e per l'occasione rende omaggio al pittore e scultore castiglionese Ezio Mutti in occasione dei 30 anni dalla sua morte. Ezio Mutti (1906-1987) è stato fra i pittori più importanti della ricca stagione chiarista di Castiglione delle Stiviere. Formatosi all'Istituto superiore per le industrie artistiche di Monza, si specializza in forgiatura dei metalli. Nel 1928 partecipa alla mostra Amici dell'Arte di Torino e nel 1933 alla mostra d'arte del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti di Lombardia di Milano. In questa occasione, grazie all'amico pittore Oreste Marini, stringe amicizia con Angelo Del Bon che invita nella sua casa a Castiglione assieme a Nene Nodari, aderendo di fatto alla corrente artistica del chiarismo mantovano. Nel 1942 partecipa alla Mostra degli Artisti Italiani in Armi al Palazzo dell'Esposizione in Via Nazionale a Roma. La sua opera è un paracadutista in bronzo nell'atto di lanciarsi dalla carlinga dell'aereo, una scultura simbolica che racchiude in sé i punti del concetto del “fascista” dell'epoca, un'opera quasi futurista, lo slancio nel vuoto, l'atto virile, la nuova arma nata da poco come il paracadutismo. La scultura viene esposta alla Mostra dell'Arte di Monaco del 1943 e in quell'occasione donata al Maresciallo dell'Aria Hermann Goring. Mutti dirige poi il Museo Internazionale della Croce Rossa di Castiglione dal 1965 al 1980. Nel 1984 il Museo d'Arte Moderna dell'Alto Mantovano di Gazoldo degli Ippoliti gli dedica una mostra personale.

L’artista castiglionese con la sua attività di fabbro e artista ha abitato fino agli anni ’70 lo spazio oggi occupato dal Mutty. A 30 anni dalla morte, la mostra rende omaggio a Mutti, attraverso una selezione di quadri, disegni inediti, litografie e sculture in ferro e bronzo. Lo staff Mutty ha scelto di esporre un corpus di opere realizzato tra gli anni ’30 e ’80 che, a prescindere dalla cronologia e dalla tecnica, possa mettere in rilievo l’eclettismo e l’anima delicata e sensibile dell’artista. Al centro quindi l’intimità familiare che emerge sia negli acquerelli realizzati tra il 1935 e il 1945 che nei quadri sulle vacanze al mare, i tranquilli paesaggi collinari e i volti e le forme delle donne della sua vita.

Luca Cremonesi

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