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Vini, la nuova Guida d’Italia orientata al consumatore

L’Espresso, disponibile da venerdì 13 ottobre nelle edicole, nelle librerie e in versione digitale. In evidenza soprattutto la bevibilità, il rapporto qualità/prezzo, la longevità, Segnalati tre Lambrusco mantovani

MANTOVA. Una guida ai vini d’Italia che conferma la sua nuova impostazione, rinunciando, come spiegano i curatori - Andrea Grignaffini e Antonio Paolini, mentre il direttore è Enzo Vizzari -, alle velleità enciclopediche di coloro che pensano che più etichette si segnalano, maggiore è il pregio della pubblicazione. Quella che esce in edicola (e in rete) oggi grazie a L’Espresso è la nuova Guida Italiana al Bere, al Conservare, al Comprare e al Riassaggiare il vino italiano.

Arricchita di nuovi contenuti la guida I Vini d'Italia 2018 de L'Espresso si configura come l'unica guida italiana completamente orientata al consumatore.

L'approccio che la contraddistingue, come l'anno passato, resta quello empirico: tramite lo strumento analitico delle classifiche, infatti, il consumatore potrà farsi un'idea dello stato dell'arte del vino in Italia quale che sia non solo la sua intenzione, ma anche il suo profilo.

L'edonista, per esempio, sarà interessato alla dimensione della godibilità al momento del consumo, in una parola, alla bevibilità, di cui troverà una summa esaustiva nella sezione I 100 vini da bere subito.

Il pragmatico, invece, sarà più sensibile al rapporto qualità/prezzo, che troverà diligentemente compilato, da nord a sud, nella sezione I 100 vini da comprare.

Il collezionista, infine, sarà interessato al potenziale d'invecchiamento, che troverà rappresentato nella sezione della guida dedicata alla longevità: I 100 vini da conservare.

Ma non solo. Giacché il repertorio di etichette selezionate si arricchisce quest'anno di un nuovo, inedito contenuto: quello dei I 100 vini da riassaggiare, concepito per dare un'ulteriore prospettiva al consumatore: quella evolutiva. In questa nuova sezione, dunque, troverete menzionate, per ciascuna etichetta, le vecchie annate considerate meritevoli se non indimenticabili. Una sezione, questa, senza classifica, ma che mappa le vecchie annate presenti sul territorio italiano in ordine decrescente di annata, dalla 2013 alla 1985, e in cui trovare degustati etichette che han fatto la storia

In definitiva, dunque, una guida esaustiva e funzionale, questa seconda edizione de I Vini d'Italia 2018 de L'Espresso, uno strumento bibliografico essenziale e prezioso che restituisce al vino la sua dimensione empirica e diventa trasversale al consumatore, sia esso l'esperto o il neofita.

I Vini d’Italia 2018 ha 432 pagine e costa 18 euro in edicola e in libreria; 7,99 euro in versione digitale in app disponibile per Iphone, Ipad e dispositivi.

Mantova. Sono tre le etichette mantovane citate dalla guida Vini d’Italia 2018 de L’Espresso, e tutte nell’area del Lambrusco. La prima è il Lambrusco Mantovano Città di Sabbioneta 2016 della cantina Miglioli Angelo di Viadana. Troviamo poi il Lambrusco Mantovano Rosso dei Concari 2016 della cantina Lebovitz di Governolo. Terza citazione per il Lambrusco Mantovano 2016 delle Cantine Giubertoni di San Biagio.

Nessuna segnalazione, invece, per i vini dei Colli Mantovani, se non un accenno, nell’ambito del commento regionale, riguardo alla “notevole varietà” dei vini del territorio. Basta, tuttavia, spostarsi di qualche metro per trovare dieci etichette di Lugana, con in testa il Riserva del Lupo 2014 di Ca’ Lojera, inserita anche al settantesimo posto nella classifica de “I 100 vini da comprare”

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