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Castelli, forti, ville: tremila visitatori per la giornata Fai

In tremila hanno approfittato domenica della possibilità offerta dal  Fondo per l’ambiente italiano per le visite guidate in palazzi storici non aperti al pubblico

MANTOVA. In tremila hanno approfittato ieri della possibilità offerta dal Fai - il Fondo per l’ambiente italiano - per visite guidate in luoghi generalmente non aperti al pubblico. Pienamente soddisfatta, al termine della “Giornata d’autunno”, la responsabile del Fai provinciale, Anna Maria Petrobelli.

Alla scoperta della fortezza gonzaghesca di Redondesco con le giornate d'autunno del Fai La giornata del Fai ha permesso la visita ad un palazzo storico a pochi chilometri da Mantova poco conosciuto ma da valorizzare: il castello di Redondesco. Nel video le immagini della visita al palazzo


Il numero maggiore di visitatori si è avuto a Monzambano, dove i volontari della delegazione di Castiglione delle Stiviere e Alto Mantovano hanno guidato 770 persone alla scoperta del Castello, un’antica roccaforte dell'XI secolo che conserva inalterato l'originario impianto urbanistico, e altre 600 a Villa Monte Oliveto, antichissima dimora signorile immersa nel verde, dove si è anche tenuto il concerto gratuito de “I Violini Saporiti” in collaborazione con l'Associazione Musicale Brescia - Sì Musica.



Altro Castello aperto dal Fai - in questo caso c’erano i volontari della delegazione di Mantova - è stato quello di redondesco. I visitatori sono risultati essere 350, ma non per il minore interesse di questo palinsesto di edifici di varie epoche a partire dal Mille, una delle più inespugnabili strutture militari di transizione della Signoria gonzaghesca dell'Alto Mantovano, quanto per il limite fissato ai gruppi, che potevano essere al massimo di 12 persone.



Infine, a Borgoforte, guidato dal Gruppo Giovani, in 680 hanno visitato il Forte Magnaguti, accolti anche da figuranti in divisa d’epoca, mentre 450 hanno optato per l'antica Fornace Polirone, sulle rive del Po, attiva già dalla seconda metà dell’Ottocento, e 140 per la parrocchiale di San Giovanni Battista, costruita dal 1723 al 1729, dall'architetto ticinese Giovanni Maria Borsotto, che apriva solo nel pomeriggio.
 

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