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MANTOVA

Dai Ragazzi di Mimì omaggio a Mia Martini, cantante dell’anima

Il 9 e 10 dicembre concerti, mostre e degustazioni in città. Al Festival ci saranno anche Baldan Bembo, Gragnaniello, Nava e Cavallo 

MANTOVA. L’omaggio più bello a Mia Martini, a 22 anni dalla morte e in occasione di quello che sarebbe stato il suo 70° compleanno, arriva da Mantova. Il 9 e 10 dicembre prossimi al teatro Bibiena (e non solo) un gruppo di giovani aspiranti musicisti, mossi dal sacro furore dell'arte e dall'amore per la cantante, la ricorderanno con un festival interamente a lei dedicato. Sarà la seconda edizione, ma quella di quest'anno avrà un particolare valore per la continuità e l'ampiezza che il progetto assume. Oltre alla reinterpretazione dei vecchi successi da parte di musicisti alle prime armi e di quelli che suonarono con lei, il ricordo della cantante si dipanerà anche attraverso convegni, mostre e una degustazione di prodotti calabresi.


Mia Martini sarebbe orgogliosa di sapere che nel suo nome un gruppo di giovani artisti tenta di farsi strada nel mondo della musica. Sono i “Ragazzi di Mimì” che dal 1996 si sono riuniti prima in laboratorio musicale e poi in associazione per celebrare il loro idolo, perpetuarne il ricordo e trovare in lei la spinta per emergere in un mondo, la musica, non facile. La loro sede è a Belforte di Gazzuolo, la loro anima è Giovanna Campanini, cantante lirica, violinista e insegnante di canto che li dirige e li instrada lungo il difficile percorso musicale. Direttore artistico del festival è il cantautore calabrese Mimmo Cavallo, mentre Giuseppe Bertè, padre di mia Martini scomparso di recente, ne è stato l'ispiratore.


«Che cosa rappresenta per noi Mia? Innanzitutto, definirci fans è riduttivo. Noi siamo degli estimatori di Mimì, un'artista che ha raggiunto livelli di interpretazione come nessuno. Pensi che Mina, la grande, nell'interpretare Almeno tu nell'universo ha confidato che il suo è stato un azzardo, consapevole di non poter toccare quelle corde: Mia Martini aveva l'anima, l'ho capito in 22 anni di studio per uniformare il mio insegnamento».

Tutto comincia nel 1996 con la nascita del laboratorio musicale, i Ragazzi di Mimì: «Erano voci moderne e quando capii che era arrivato il momento di farle cantare in pubblico pensai che Mia Martini, scomparsa da un anno, fosse il punto massimo a cui tendere e ispirarsi». A quel punto si fa strada l'idea di dedicarle un tributo omaggio, «un festival tutto per lei nella terra del Festivaletteratura» spiega la Campanini. «Attraverso Davide Giorgetti, figlio di un musicista di Carosone, siamo arrivati al papà di Mia, il professore di latino e greco Giuseppe Bertè, uomo tutto d'un pezzo, rigoroso».

Del rapporto tormento del padre con le sorelle Mimì e Loredana la Campanini preferisce non parlare: «Io non ho conosciuto Mia, ma ho conosciuto il padre, una persona molto amorevole. È lui che ci ha incoraggiato ad andar avanti con quello che è l'unico tributo autorizzato, il cui progetto è stato evidentemente apprezzato dal Comune di Mantova visto che ha concesso il teatro Bibiena».

Grazie a papà Bertè la Campanini ha potuto contattare artisti eccellenti che nella due giorni dicembrina si ritroveranno a Mantova per rendere omaggio a Mimì. «Il manifesto del festival - dice con orgoglio - è stato creato in esclusiva dal maestro Luciano Tallarini, asolano d'origine, quello che ha disegnato le copertine dei pezzi più famosi di Mina, della Vanoni e di tanti altri. Mimmo Cavallo, direttore artistico, sta convocando gli artisti e in molti hanno già confermato la loro presenza come Enzo Gragnaniello, Mariella Nava, Dario Baldan Bembo. Altri nomi si aggiungeranno». Con un sogno: «Nel 2018, se riuscissimo a radicare questo festival, vorremmo ospitare Charles Aznavour che cantò con Mimì all'Olimpia di Parigi».

Però, per arrivare fin lì «bisognerà difendere con i denti la nostra creatura. Siamo gli unici autorizzati a portare avanti questo omaggio a Mia, artista che appartiene a tutt' Italia. Ricordarla ed esaltarne il valore artistico significa rendere omaggio a 30 di musica italiana visto che ha cantato di tutto durante la sua carriera. Ricordarla - insiste - significa omaggiare Tenco, Dalla, Mango, Pino Daniele».

E che ciò avvenga nel 70^ compleanno di Mimì è una spinta in più a fare bene: «Abbiamo l'orgoglio di essere stati i primi e gli unici a fare questo tributo. Adesso in tanti stanno rivalutando Mia Martini dopo anni di oblio e di cattiverie sparse su di lei. Difendiamo questa originalità di un festival che sintetizzo nei tre temi che stiamo affrontando: profondità, spiritualità e radici». E per far emergere il lato spirituale di Mia Martini interverrà suor Laura Fontana, nipote delle mitiche sorelle Fontana, le stiliste di reali e attori: «È stata sua amica e porterà il suo ricordo di una donna che aveva l'anima».


 

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