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In mostra le belle città dei Gonzaga

Da Sabbioneta a Charleville: inaugurata in sala di Manto l’esposizione in Castello

Mantova era il centro della casata. Ma per costruire belle città i Gonzaga migravano dove la fortuna, gli interessi politici e storia li conducevano. Vicino e lontano. Città che ambivano alla perfezione: architettonica, per qualità della vita, arte di abitare, armonia tra esseri umani e cose. Circostanze che a noi del Due punto Zero sembrano appartenere a uno splendore passato, a un Rinascimento che possiamo rivivere se non in concreto perlomeno idealmente. La mostra Sabbioneta e Charleville città ideali dei Gonzaga è stata presentata ieri pomeriggio nella sala di Manto del Ducale e inaugurata nel sottostante pianoterra del castello di San Giorgio. Otto sezioni per un’ottantina di opere giunte da ogni dove, prestiti nazionali e internazionali, collezioni pubbliche e private, dagli Uffizi di Firenze e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, solo per nominare due star, con ospite la Città ideale, capolavoro assoluto prestato dalla Galleria nazionale delle Marche a Urbino.

Il duca Vespasiano Gonzaga fondò Sabbioneta - eccolo nel 1559, il ritratto è un prestito dei musei civici di Como - e Carlo Gonzaga-Nevers (o, se si vuole, Charles de Gonzague, parigino ma morto da noi in città e sepolto in Santa Barbara), duca di Mantova, del Monferrato, di Rethel e ovviamente di Charleville, urbe da lui medesimo còndita lassù nelle Ardenne, ci appare sontuoso in ritratto e anche riprodotto nei cioccolatini fatti arrivare appositamente dalla Confiserie du Vieux Moulin di Charleville per il rinfresco a conclusione del vernissage mantovano. Una squisitezza, come prelibatezza sono un manoscritto originale di Arthur Rimbaud - che nel vecchio mulino gonzaghesco di Charleville, sua città natale, abitò - e una sua foto.

Un tripudio di arte e storia: quadri, bassorilievi, incisioni, monete, medaglie, documenti e oggetti vari e la ricostruzione della Grotta e dello Studiolo di Isabella d’Este com’erano all’epoca di Carlo Gonzaga-Nevers, con mobili del ‘600 e ripresa di parte della pannellatura realizzata nel 1911 per l’Esposizione universale di Roma. Con installazioni multimediali, a cura del Politecnico di Milano Polo di Mantova.

Alla presentazione e inaugurazione sono intervenuti tra gli altri il direttore del complesso museale del Ducale e curatore della mostra Peter Assmann, il curatore del catalogo Paolo Bertelli e, dalla Francia, il vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Charleville-Mézières Andre Marquet e la direttrice del Museo delle Ardenne Carole Marquet-Morelle. La mostra resterà aperta fino al 2 aprile.

Gilberto Scuderi

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