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I rossi dei Colli tra le eccellenze

Guida Ais, 4 viti al Ribò di Ricchi; 3,5 per il Faial della Prendina e il Montevolpe di Bertagna

Un vino mantovano conquista l’eccellenza, altri due la sfiorano: è questo il verdetto della guida Vitae 2018, presentata a Milano dall’Ais, l’Associazione italiana sommelier. Tra i 35 vini lombardi che hanno ottenuto il massimo riconoscimento delle “quattro viti”, infatti, c’è il Garda Cabernet Ribò 2014 dell’azienda Ricchi di Monzambano, mentre con tre viti e mezzo si sono classificati il Garda Merlot Faial 2014 dell’azienda Prendina, sempre di Monzambano, e l’Alto Mincio Montevolpe Rosso 2013 dell’azienda Bertagna di Cavriana.

Coordinatore del gruppo di degustatori lombardi è il delegato Ais di Mantova, Luigi Bortolotti. «Abbiamo invitato a presentarsi tutte le aziende lombarde, hanno aderito circa in 250. Dopo la degustazione alla cieca di oltre 1.100 vini, le prime 110 aziende sono state inserite in guida». Il momento per i vini lombardi e italiani è positivo: «C’è una buona qualità generale del movimento del vino in Italia - conferma Bortolotti -: i nostri prodotti dimostrano qualità e personalità, senza imitare nessuno, la ricetta giusta per affermarsi. Anche in Lombardia, al di là delle zone classiche, come Franciacorta, Oltrepò Pavese e Valtellina, anche la zona del Garda si sta facendo valere: Valtenesi, Lugana e anche Colli Mantovani, dove spiccano i rossi, in particolare quelli con sovramaturazione in pianta o leggero appassimento». Buoni risultati anche per i Lambrusco, con le tre viti ottenute dal Lambrusco Mantovano Rays delle Cantine Virgili.

Il tastevin, assegnato ai migliori vini di ogni regione, per la Lombardia è andato al Franciacorta Extra Brut Annamaria Clementi Riserva 2007 di Ca' del Bosco.

In precedenza, i degustatori Ais (in questo caso una settantina) avevano sperimentato, sempre in assaggio cieco, una serie di spumanti che potrebbero diventare in futuro il neonato Garda Doc. La prova si è svolta alla Cantina sociale di Ponti sul Mincio. «Il Garda Doc - spiega Bortolotti - aspira a una fascia di mercato dal prezzo abbordabile. Devo dire che molti prodotti, sia metodo classico che Martinotti, sono risultati convincenti, con una piacevolezza fruttata e floreale. Se questa immediatezza della beva verrà mantenuta, le prospettive saranno molto interessanti, anche perché è un vino che ben si adegua al consumo a tutto pasto e anche prima del pasto. In più, il nome Garda è di impatto e di facile identificazione». (l.g.)