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Rumiz: una fiaba in musica per viaggiare e riflettere

“Allegro andante” mercoledì al Bibiena: lo scrittore racconta il nuovo spettacolo. «Un progetto importante oggi con l’Europa che scricchiola da tutte le parti»

MANTOVA. «Alla musica classica ho unito la mia voce narrante», dice Paolo Rumiz raccontando come è nato il suo spettacolo in anteprima nazionale al teatro Bibiena mercoledì alle 18.

Venti brani di musica sinfonica - Cajkovskij, Dvorák, Smetana eccetera - con forti contenuti romantici e paesaggistici che ci trasportano nell’Europa centrorientale facendo da sottofondo alla lettura dei capitoli del libro di Rumiz “La regina del silenzio” edito da La nave di Teseo.

«Un’invenzione narrativa ambientata in un paese immaginario, con luoghi dietro i quali - prosegue l’autore - chiunque può individuare le ondulate pianure oltre i Carpazi, dove mio nonno, triestino, combatté la grande guerra indossando la divisa austriaca». La storia raccontata da Rumiz è nata dalla sua esperienza con una grande orchestra sinfonica europea, formata da una settantina di giovani dai 13 ai 20 anni che ogni anno si rinnova da zero, ogni anno l’European Spirit Youth Orchestra è completamente diversa dall’anno precedente. Un’orchestra che unisce gli allievi delle migliori scuole di musica europee, creata dal maestro Igor Coretti-Kuret, «un pedagogo - dice Rumiz - che ha voluto lasciare il suo cognome sloveno accanto a quello tradotto in italiano durante il fascismo».

Ascoltando l’orchestra di giovani è nata l’idea dello spettacolo, «importante oggi con l’Europa che scricchiola da tutte le parti», dice Rumiz, che accenna anche a un suo “bisogno biologico” di inventare storie fantastiche perché da qualche anno è diventato nonno. L’eroina è una ragazzina di 13 anni che sconfigge la malvagia regina del silenzio che ha fatto proibire la musica in tutto il paese. La bambina riesce a sconfiggerla e a mettere in piedi una grande orchestra. Eserciti, eroi, re, mostri, battaglie, con lo scontro finale dove l’orchestra e la musica trionfano. «La ragazzina - prosegue Rumiz - assomiglia a quella che quest’anno è primo violino, una violinista di eccezionale talento che fino a 5 anni non sapeva parlare e comunicava attraverso il violino». Significa una capacità di ascolto prodigiosa, prima di parlare bisogna sapere ascoltare. Un sapere che, con le parole di Rumiz, si ritrova nella capacità di cogliere «la voce della linfa dentro gli alberi, dei cristalli di neve che cadono a terra, la voce delle ombre».



Rumiz - giornalista, scrittore e grande viaggiatore - col suo spettacolo “Allegro andante” al Bibiena fa uscire i luoghi dalle mappe consuete e li fa entrare nel territorio meraviglioso della narrazione fantastica e della musica.

Gilberto Scuderi
 

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