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Il violino di Riccardo Lui alla Carnegie Hall

Il diciottenne allievo del conservatorio “Campiani” di Mantova ha vinto un concorso ed è volato a New York

MANTOVA. Da una corte agricola al confine fra Pietole e Bagnolo San Vito alla Carnegie Hall di New York. Il 3 di novembre Riccardo Lui, 18 anni, suonerà il suo violino nella celebre sala da concerti, forse non l'Auditorium da 2.800 posti, ma certo in una delle tre sale. Riccardo ha preso il volo con i suoi genitori per questa vacanza speciale. «Ho vinto un concorso, il Golden Classical Music Awards, che è diviso per fasce di età - spiega -. Mi è arrivata una mail alle 23.58, non più dormito per tutta la notte».

Come funziona il concorso?

Si manda un video di 10 minuti, io ho proposto Le Streghe di Paganini. L'ho messo anche su YouTube. Ma a New York suonerò Paganiniana di Nathan Milstein, un russo del ’900 che ha creato questa composizione virtuosistica con pezzi di Paganini.

Quando si parla di concorsi bisogna stare attenti...

Certo, altrimenti poi mi prendono in giro. So bene che nei concorsi prestigiosi, e magari potessi un giorno essere ammesso al Regina Elisabetta di Bruxelles, al Paganini in Italia o al Ciaikoskij a Mosca, si suona un'ora davanti alla giuria. Ho deciso di partecipare - l'iscrizione costa 100 dollari - perché non ero mai stato a New York e suonare alla Carnegie ero sicuro che sarebbe stata un’esperienza straordinaria. È molto diverso suonare da soli o davanti a centinaia di persone abituate a seguire concerti. È importante imparare a controllare l'emozione. Questo concorso l'ha vinto anche Giovanni Andrea Zanon di Castelfranco Veneto, un giovane che ha già una bella carriera, considerato un talento da Zubin Mehta.

Frequenti l'ultimo anno del liceo linguistico Virgilio, nel 2018 avrai un'estate di fuoco...

Già, prima la maturità e poi a settembre il diploma al Campiani, col vecchio ordinamento.

Quando hai cominciato?

A 6-7 anni, suonava una amica di famiglia e dissi che volevo imparare. Ho sempre studiato al Campiani, con la maestra Fabiana Fabiano, fin dai corsi propedeutici. Ma da un po' frequento anche l'Accademia di Imola con il maestro Maurizio Sciarretta.

Famiglia di musicisti?

No, mio padre è agricoltore e mia madre casalinga, ho due sorelle ma nessuna suona.

Ti sei fatto conoscere a Mantova in giugno alla Festa europea della musica, quando hai suonato come solista con l'Orchestra del Campiani diretta da Carla Del Frate, molto applaudito...

Era il Concerto in mi minore di Mendelsohnn.

Quanto studi il violino?

Cinque, sei ore al giorno, quando posso anche molto di più, prima delle verifiche al liceo solo 2-3 ore, ma se mi fermo un giorno già sento le dita meno sciolte. Sono fortunato ad abitare in una corte agricola, in un condominio sarebbe difficile.

Cosa farai l'anno prossimo, quali i tuoi sogni?

Cercherò di fare l'audizione per essere ammesso alle lezioni del maestro Zakhar Bron in Svizzera, che ho visto a Imola. Non è facile la strada per un violinista, bisogna studiare e partecipare ai concorsi ma anche farsi conoscere, avere maestri importanti.

Servono anche i social?

Certo. Internet ci aiuta molto rispetto ai ragazzi di un tempo. Si può ascoltare proprio tutto, si trovano i brani eseguiti dai migliori violinisti del mondo, mentre mi dicono che i dischi di musica classica costavano molto.

Che autori preferisci?

Paganini, Ciaikovskij, ma anche i compositori del Novecento come Sostakovic e mi interessano i contemporanei.

Maria Antonietta Filippini
 

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