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Premio Acerbi: presto un film dal libro vincitore

La consegna del riconoscimento a Laurain: «Grazie, ho potuto incontrare i miei lettori»

CASTEL GOFFREDO. Festa per i 25 anni del premio letterario Giuseppe Acerbi a Castel Goffredo oggi, sabato 4 novembre: nella sala consigliare di piazza Mazzini lo scrittore parigino Antoine Laurain, autore del libro La donna dal taccuino rosso (Einaudi) risultato vincitore fra i tre romanzi in gara quest'anno, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento. La festa ha preso il via alle 17.30 con gli interventi di Rosanna Colognesi (segretaria Premio Acerbi), Simona Cappellari (Università di Verona), Martine van Geertrujden (Università La Sapienza di Roma) e Giorgio Colombo (direttore de I quaderni del Premio Acerbi). Come da tradizione, prima della cerimonia di consegna del premio allo scrittore c'è stata la presentazione del nuovo volume de I quaderni del premio Acerbi. «Sono felice di questo premio - ha dichiarato lo scrittore -, perché questa avventura mi ha permesso di incontrare i miei lettori italiani. Ho potuto inoltre visitare questo comune e questo splendido territorio» ha continuato Laurain che ieri mattina ha anche incontrato i giovani lettori delle scuole medie di Castel Goffredo.

In un’intervista alla Gazzetta, poco prima della cerimonia, lo scrittore ha svelato alcuni segreti del suo romanzo. «I miei romanzi partono da oggetti (il cappello, una lettera, un taccuino come nel caso del libro che ha vinto l’Acerbi), ma quello che davvero mi interessa sono le deviazioni. Che cosa succede alla vita degli uomini o delle donne quando ci sono altre possibilità? I bivi, le biforcazioni, questo mi affascina. Da qui nasce gran parte della mia narrativa».



In Italia i libri tradotti di Laurain sono 4: La donna dal taccuino rosso, Il cappello di Mittterrand, Rapsodia francese e il primo romanzo, nel 2009, Undicesimo: fuma. Storia efferata di delitti e sigarette. «Sto lavorando al nuovo romanzo che uscirà nel 2018, in marzo. Non solo, posso annunciare che il romanzo scelto dal premio Acerbi diventerà un film, anche quello in uscita il prossimo anno, e avrà come protagonista Laetitia Casta e Lambert Wilson».

La narrativa di Laurain è un omaggio anche al Nobel Modiano. «Possono dire che la mia generazione deve molto a Modiano. In particolare modo, per quanto mi riguarda, possono anche affermare che devo molto a lui per quanto riguarda la mia passione per la scrittura. Il mio libro è uscito prima dell’assegnazione del Nobel perché appunto la mia passione per la sua letteratura è di vecchia data. Adoro le sue indagini non convenzionali. Non si tratta di gialli, ma di indagini realistiche, vere, con aderenza alla realtà. Questo è indispensabile nella struttura del giallo come ben si sa, ma io amo queste indagini fatte di oggetti minimali, di pochi elementi, come una borsetta, un taccuino e due persone».

Oltre all'omaggio a Modiano c’è anche un amore per la carta e per i librai. «Noi scrittori dobbiamo molto ai librai e li utilizziamo poco come personaggi nella nostra narrativa. Quando ho pensato il libro avevo scelto un fotografo ma dopo una giornata in libreria ho capito che non poteva che essere un libraio il mio protagonista».

Il romanzo è dunque una favola moderna, metropolitana, costruita però senza il ricorso alla tecnologia. «Credo che la tecnologia e il mondo di internet siano ancora elementi freddi da inserire nei romanzi. Preferisco bere un caffè con una persona su una terrazza di Parigi più che chattare o scrivere sui social. Un giorno le cose cambieranno, ma per ora credo che sia così che devono funzionare le storie, in particolare modo le mie».

L'evento è stato arricchito anche dagli interventi musicali di Serena Aprile (soprano) e Massimiliano Giovanardi (pianoforte). A seguire la cena di gala al ristorante Selvole.

Luca Cremonesi
 

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