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Ricostruire il passato: applausi per Jordi Savall

Musica antica al Bibiena con il musicista spagnolo nell’ambito del cartellone di Tempo d’Orchestra

Con mezzo secolo di attività alle spalle, Jordi Savall è oggi un’icona della musica antica ed ogni suo concerto, di qualunque genere possa essere, è un avvenimento che rimette in circolo energie dimenticate, memorie, storie lontane di musica e musicisti.

Ricostruire il passato è sempre un’impresa complicata, ed a maggior ragione quando questo è un passato remoto, ma esistono interpreti (e lo spagnolo Savall è uno di questi) in grado di viaggiare nel tempo e restituire un’idea precisa di suono e di ambiente, di vicende vissute ma non inerti, che dialogano con il presente, vi calano e si confrontano.

Tempo d’Orchestra ha riportato al teatro Bibiena questo esperto e colto musicista settantaseienne, principe della viola da gamba e ambasciatore dell’Unione Europea per il dialogo interculturale – che già aveva invitato anni fa con notevolissimo successo – in compagnia di due altri specialisti del settore come il clavicembalista Luca Guglielmi e come Rolf Lislevand diviso fra vihuela e chitarra, più giovani ma in perfetta sintonia con Savall con il quale – si sente – condividono ogni scelta esecutiva ed ogni respiro, anche quando l’improvvisazione apre le sue ali.

Il concerto guardava all’Europa ed al periodo compreso fra Rinascimento e Barocco, ma non vi si coglieva lo spirito divulgativo; piuttosto quello della scoperta culturale, fra i nomi di Ortiz e Sanz, degli inglesi Bull e Hume, degl’italiani Valente e Corbetta, dei tedeschi Fischer e Bach, nonché del francese Marin Marais (chi ricorda il film “Tutte le mattine del mondo” in cui si racconta il talento di Marais, saprà del ruolo avuto allora in quella pellicola proprio da Savall): pagine diverse tra loro ma accomunate dall’amore per il dettaglio, dalla delicatezza delle atmosfere, come dal calore ritmico, dall’invenzione fantasiosissima eretta su idee di penetrante bellezza che – queste sì – sembravano essere il leitmotiv della serata.

Intatte la vivacità e la concentrazione di Savall, ma di gran risalto pure la chiarezza messa in campo da Luca Gugliemi, e la splendida inventiva, legata ad un dominio tecnico di parlante espressività, di Rolf Lislevand.

Tutti e tre bravi, convincenti e ispirati nella valorizzazione di un repertorio per uditi fini e cuori aperti.Vivissimo successo, bis.

Andrea Zaniboni

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