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Bennato, rock e impegno: applausi per il cantautore

In 800 al Sociale per un concerto coinvolgente aperto da un quartetto d’archi. Con “La fata” immagini contro la violenza sulle donne. In beneficenza 700 euro

MANTOVA. Oltre ottocento persone hanno accolto con un lungo applauso Edoardo Bennato che fa tappa a Mantova con il suo fortunato tour che nasce dall’ultimo lavoro discografico intitolato Pronti a salpare. Ventisette canzoni compongono la scaletta di questo show che nasce dall’ultimo lavoro ma spazia nella lunga e articolata discografia del cantautore napoletano. La particolarità del tour è che Bennato varia la scaletta, in alcune parti, da concerto a concerto. La serata di Mantova di si apre con Vivaldi eseguito da un quartetto d’archi che introduce l’ingresso di Bennato. Occhiale scuro d’ordinanza, scarpe da ginnastica, jeans e t-shirt, insomma Bennato è e resta rock e lo dimostra subito perché all’abito si aggiunge l’immancabile chitarra.

Tuttavia, la prima parte dello spettacolo è caratterizzata dal suono degli archi. «C’è uno scontro fra generazioni: vecchi e giovani. I primi accusano i secondi di non avere valori e i secondi si ribellano, Allora si organizzano convegni e dibattiti, ma la cura spesso è più dannosa del male». Gli archi accompagnano la voce, splendida e ancora perfetta, di Bennato in Dotti medici e sapienti, il primo brano in scaletta. A seguire In fila per tre. Due brani che ci ricordano il peso specifico che Bennato occupa nella musica cantautoriale italiana, e cioè quello dell’impegno, della canzone che fa pensare e che si occupa del mondo reale in cui si vive ogni giorno. Anche se per far questo Bennato fa ricorso alla favola, ambito narrativo privilegiato dal cantautore napoletano.

L’ironia domina nelle prime canzoni dunque e Bennato gioca nel ruolo di cantante e teatrante. Il pubblico le segue scandendo il ritmo. Con Fantasia, terzo brano in scaletta, Bennato suona la sua 12 corde e l’armonica e la magia del cantautore, quel particolare mix di musica e parole che ha ottenuto un Nobel con Bob Dylan, prende forma e lo show decolla. Gli archi dialogano con la chitarra e l’alchimia diventa suono che chiama il battito di mani perché Bennato sa coinvolgere come un vero capocomico. L’inizio, dunque, è all’insegna della parola impegnata e Bennato ricorda a tutti che la musica della sua generazione è fatta di pochi elementi ma essenziali. Ed ecco che nel quarto brano l’attualità della violenza contro le donne entra in scena con La fata, brano eseguito con alle spalle, sullo schermo, una serie di immagini di donne vittime di violenze che scorrono sul grande schermo. Per Non è amore Bennato invita sul palco il soprano Maria Chiara Chizzoni. Terminata la parte dal sapore classico Bennato resta solo, per poi passare alla parte rock. Il finale è in crescendo con Venderò, Un giorno credi e Rinnegato. Sono, inoltre, 700 gli euro donati all'associazione Amicidellasclerosimultipla.

Luca Cremonesi
 

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