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Giulio Romano, il Ducale prepara progetti e restauri

Esposizioni al Te e nella reggia. Assmann: dal Louvre arriveranno 75 disegni

MANTOVA. Due prestigiose mostre, al Te e in Ducale, racconteranno nel 2019 la grandezza di Giulio Romano, genio del Rinascimento. Preparativi imponenti e relazioni internazionali sono già in corso per ottenere i prestiti che porteranno a Mantova altre testimonianze del sommo artista.

La reggia ha già nominato il comitato scientifico della rassegna composto, oltre che dal direttore Peter Assmann, da Paolo Carpeggiani, Paolo Bertelli, Augusto Morari (che già fanno parte del comitato scientifico del complesso museale) a cui si aggiungono Stefano L’Occaso, direttore del Polo museale Lombardo e Sylvia Ferino, già responsabile della Pinacoteca del Kunsthistorische di Vienna. Ma, per quanto concerne i prestiti, come ribadisce Assmann, l’aspetto più importante è stato l’ok del Louvre.

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Sì perché dal museo parigino arriveranno a palazzo ben 75 disegni di Giulio Romano. «La mostra è realizzata con il Dipartimento arti grafiche - aggiunge Assmann - e questo è un prestito eccezionale sia per il pregio che per il numero consistente delle opere di uno stesso artista. E sono in corso altri contatti con l’Albertina museum di Vienna e con il Kunstmuseum di Düsseldorf per ottenere altri pezzi importanti». Non solo disegni ma, se sarà possibile, anche dipinti.

Le mostre in Ducale e a Palazzo Te apriranno in contemporanea attorno al 20 settembre 2019 per proseguire fino a metà gennaio 2020. A trent’anni, dunque, dalla grande rassegna che Mantova dedicò allo straordinario architetto e pittore di corte. E per quanto riguarda il Ducale in vista ci sono anche i restauri di alcune sale che faranno parte del percorso, ovvero le Gallerie dei Mesi e della Mostra «oggi chiuse al pubblico e dove non si interviene da decenni - aggiunge - e sono evidenti i danni del sisma. Con l’Art Bonus, però, tutti potranno aiutarci e partecipare a questa meritevole impresa».

Ma come sarà la mostra a Palazzo Ducale? «Noi metteremo a disposizione parte degli splendidi ambienti della reggia - continua Assmann - per dare vita a un racconto per temi dedicato al grande artista. E oltre alla narrazione l’idea è quella di sviluppare una sorta di dialogo. Ad esempio, nella Sala di Troia esporremo i disegni preparatori che Giulio Romano creò per realizzare proprio quegli affreschi. Mantova e il suo territorio conservano tante altre testimonianze. Tra tutte il Te. Penso poi alla Cattedrale di San Pietro e al Polirone e, anche questi gioielli, saranno coinvolti».

Nel 1545, su incarico del cardinale Ercole Gonzaga, il Duomo di Mantova fu infatti ristrutturato da Giulio Romano (modificò l'interno ispirandosi all'antica Basilica paleocristiana di San Pietro a Roma) ma non tutto il progetto venne realizzato perché nel 1546 l’artista morì (il cantiere passò al Bertani che portò a termine i lavori). Tornando alla reggia la mostra comprenderà la Rustica, appartamento progettato da Giulio Romano per Federico II Gonzaga a partire dal 1539. Anche in questo caso alla morte del grande artista la prefettura delle fabbriche fu affidata al Bertani che ne portò avanti l’esecuzione. In queste sale venivano accolti gli ospiti illustri di Casa Gonzaga: ambasciatori, regnanti e personalità di spicco sistemate dunque in questo edificio isolato e dal doppio affaccio.



«Abbiamo già studiato anche l’itinerario - prosegue Assmann - il pubblico entrerà nelle sale espositive al piano terra del Castello dove il primo tema sarà l’analisi di Giulio Romano “artista”». Il percorso proseguirà in Corte Nuova. Il pubblico attraverserà Manto, il salone delle feste del duca Guglielmo, per raggiungere l'Appartamento di Troia voluto da Federico II Gonzaga, ideato, costruito e decorato da Giulio Romano (con l’omonima sala affrescata dal maestro e la sua scuola). Si attraverserà la Galleria dei Mesi, per poi percorrere la lunga Galleria della Mostra e raggiungere l’Appartamento della Rustica.

Qui il tema della mostra sarà “Giulio Romano architetto” con approfondimenti dedicati alla sua antica dimora e un focus sulla scuola. Mentre spostandosi nell'Appartamento delle Metamorfosi, da cui si accede anche al Giardino dei Semplici, si approderà come tema all’eredità culturale del geniale architetto e alla sua influenza dunque sull’arte e l’architettura dell’epoca con esempi specifici che affiancheranno ai disegni del maestro alcuni dipinti di suoi collaboratori.
 

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