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La Costituzione spiegata in musica a bimbi e ragazzi

Progetto dell’associazione Pomponazzo insieme alle scuole Canzoni storiche e brani attuali: il 2 giugno spettacolo finale

La Costituzione italiana compie 70 anni, fra pochi giorni. Fu promulgata il 22 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Non se ne parla molto, presi da altre urgenze, ma resta il baluardo della nostra Repubblica. L’associazione culturale Pietro Pomponazzo ha deciso di provare a spiegarla ai bambini e ai ragazzi attraverso le canzoni, quelle che tutti conoscono e altre composte per l’occasione. «Con Cantiamo insieme la Costituzione abbiamo pensato di puntare su alcuni principi base, come la libertà, l’uguaglianza, il lavoro su cui è fondata la Repubblica – spiega la presidente Claudia Mantovani insieme al vice Mauro Patuzzi – andando a prendere brani di musica leggera. Perché, a farci caso, la Costituzione in questi 70 anni ha influenzato moltissime canzoni con temi che prima erano assenti. Ciò significa che quei principi fanno parte della nostra vita quotidiana anche se chi ascolta quelle canzoni non ci pensa». Ed ecco un programma, impegnativo e insieme semplice, pensato dalla Pomponazzo per le scuole e che si concluderà con uno spettacolo pubblico, proposto a Mantova il 2 giugno, ma anche a Dosolo (5 maggio) e a San Giorgio (25 maggio).

«L’idea è molto piaciuta – continua Mantovani – tanto che hanno già aderito diverse scuole: l’istituto comprensivo Luisa Levi, quello di San Giorgio Bigarello e quello di Dosolo Pomponesco Viadana e l’istituto superiore Bonomi Mazzolari, che vuole ricordare il costituente mantovano a cui è cointestata la scuola, Ivanoe Bonomi. Abbiamo presentato il progetto anche anche al prefetto Carla Cincarilli. Ormai stava per trasferirsi, però ci ha dato il suo sostegno e anche consigli».

In effetti pare che un progetto coinvolgente, serio senza essere noioso, e soprattutto adatto ai bambini, per ricordare i 70 anni della Costituzione, non ci fosse. «Per il testo – spiega Mantovani – ci siamo rifatti a “La Costituzione per tutti” di Mario Lodi, che voleva appunto spiegarla anche ai piccoli». Lo spettacolo finale si terrà il 2 giugno, Festa della Repubblica italiana, nella Sala delle Capriate di piazza Alberti in città. «Avevamo chiesto il Bibiena – spiega la presidente – ma è prenotato ogni anno in quella data da Trame Sonore».

Il coro Voci in festa Città di Mantova della Pomponazzo, diretto dal maestro Marino Cavalca, insieme al coro del Bonomi Mazzolari, preparato dall’insegnante Giuseppe Paulis, proporrà le canzoni dell’Italia nata dalla Costituzione, con tutti i problemi che ha conosciuto e che vive anche oggi, ma con una grande forza che viene dai diritti e doveri elencati nella Carta. Così i bambini canteranno La libertà è partecipazione di Giorgio Gaber, e poi La guerra di Piero di Fabrizio De Andrè, per ricordare che l’Italia ripudia la guerra, e ancora La storia siamo noi di Francesco De Gregori e Mio fratello che guardi il mondo di Ivano Fossati. E ancora Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini, e Viva l’Italia di De Gregori. Ma lo spettacolo sarà in realtà più complesso, con azioni sceniche, parole e musica, per ricordare il voto alle donne e tante conquiste che oggi sembrano scontate. In scena anche attori del Teatro del Pettirosso con la regia di Annamaria Giacomelli, e musicisti con fisarmonica, pianoforte, chitarra, flauto e percussioni. Tra gli articoli della prima parte della Costituzione, ne saranno ricordati alcuni attualissimi come il 10 sull’accoglienza dello straniero e il 12 sulla libertà religiosa. Così, dopo l’Inno d’Italia e altre canzoni storiche, alcune su musiche composte da Marino Cavalca su testi di Anna Sarfatti, la celebre Siur padrun e Dove vola l’avvoltoio del 1958, musicata da Sergio Liberovici con parole di Italo Calvino, ma anche Apriti cielo di Mannarino del 2016 («Apriti mare – dice una strofa – e lasciali passare, non hanno fatto niente, niente di male»), ecco un canto ebraico (Inei Ma Tov), la preghiera islamica Salat e un Alleluia cristiano, per finire con la Pregheria delle madri ebree musulmane e cristiane del 2016. All’interno dello spettacolo verranno ricordati i padri costituenti mantovani, Bonomi, ma anche Dugoni, Bianchi di Suzzara e Avanzini.

«Ci sarà anche un omaggio ad Arturo Toscanini – racconta Claudia Mantovani – che lasciò l’Italia nel 1931 per non sottostare al fascismo. Nel 1944 diresse a Londra una speciale versione dell’Inno delle Nazioni di Verdi». Durante lo spettacolo, anche il pubblico canterà strofe imparate nei laboratori sulla Costituzione, previsti dal progetto. «L’associazione Pomponazzo – ricordano Mantovani e Patuzzi - si impegna molto nel lavoro di ricerca e nella divulgazione della storia anche mantovana. Lo abbiamo fatto ad esempio per il compositore Lucio Campiani, andando a cercare suoi inediti, e con i 150 anni della Provincia di Mantova». Un’abilità che deriva anche dalla storia personale di Claudia Mantovani.

Come maestra elementare, fece parte dell’équipe per il rinnovamento dell’insegnamento della storia di Ivo Mattozzi dell’università di Bologna, seguì corsi di specializzazione in didattica della musica e preparò con il preside Archi il progetto grazie al quale la Alberti ottenne il riconoscimento di scuola media a indirizzo musicale. Mauro Patuzzi, invece, ex dirigente di banca, ha scoperto oltre al canto la passione per la storia. E ha scritto insieme al presidente della Comunità ebraica la “Storia del Ghetto di Mantova”.

Poi è arrivata la collaborazione con il compositore e direttore di coro Marino Cavalca. (maf)



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