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"Mille lire a colonna": in un libro il mestiere di giornalista

Presentato alle Capriate il volume con 24 pezzi scritti da Paolo Boldrini. Letture intense di Fusari

MANTOVA. Ci vuole l’auto giusta, ma anche il pistone giusto e la marcia giusta. La Fiat 500, quella dei tempi andati che quest’anno di anni ne compie 60, che per scalare le marce bisogna fare la doppietta con l’acceleratore. Nel corso della sua carriera di giornalista Paolo Boldrini di 500 ne ha comprate tre. Lo scrive in uno dei 24 pezzi scelti, apparsi sulla Gazzetta di Mantova e sulla Nuova Ferrara tra il 2007 e oggi, ora raccolti nel libro Mille lire a colonna - edito da Tre Lune e in edicola con la Gazzetta -, presentato sabato 2 dicembre 2017  alla sala delle Capriate, in piazza Alberti, insieme all’amico giornalista Stefano Scansani e all’attore della “Campogalliani” Diego Fusari che con intensità ha letto alcuni passi.

Ci vuole l’auto giusta, e anche bici giusta perché per scalare Punta Veleno, sul Monte Baldo, bisogna pedalare di brutto, magari scancherando ma senza arrendersi mai, finché si arriva in cima. Il suo mestiere di giornalista Paolo Boldrini lo ha messo nel libro. Che in copertina ha un Indro Montanelli con la macchina da scrivere sulle ginocchia a Budapest durante la rivolta del 1956 (il disegno, elaborato dalla celebre foto, è di Emanuela Cerutti). La morale è che per fare bene il lavoro bisogna andare fuori, sul luogo della notizia, sedersi all’aperto su dei gradini e scrivere. L’invito rivolto da Scansani ai giornalisti è di andare fuori oppure al bar, per sentire dalla voce della gente cosa sta succedendo.

A destra il pubblico inella sala...
A destra il pubblico inella sala delle Capriate

Nella realtà di provincia, sono proprio le cose minute, quotidiane, che fanno da collante tra la collettività e il giornale. Però attenzione: alla gente che frequenta i bar Scansani raccomanda di raccontare le novità prendendo un caffè veloce, senza soffermarsi troppo a leggere la Gazzetta, che invece va comprata all’edicola. Il quotidiano va letto comodamente a casa.

Tornando agli inizi della carriera, quando era corrispondente da Poggio Rusco e prendeva mille lire ad articolo, Boldrini ha detto: «Non andavamo in via Veneto, ma in birreria». In quanto a stare fuori, i terremoti dell’Aquila nel 2009 e quello da noi nel 2012, Boldrini li ha percorsi tra le macerie. Oltre al pezzo sulla passione di Boldrini per la 500 e sulla sua scalata in bici a Punta Veleno, Fusari ha letto altri passi significativi. Mille lire a colonna è fatto di 24 pezzi: editoriali, racconti, aneddoti. Il giornale, che vive l’arco di 24 ore e poi viene gettato nel riciclo della carta, diventando un libro rimane, si conserva, può essere letto e riletto.

Una domanda di Scansani a Boldrini, extra libro, su Mantova: «Cosa pensi di questa città?». La risposta: «Sta riprendendo il suo ritmo dopo un periodo di sonnolenza. La svolta è stata data da Palazzi, rispetto a chi lo ha preceduto». Il sindaco era in sala. Insieme con tanta gente comune, c’erano autorità e il mondo della cultura, della politica e dell’impresa.


 

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