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Cederna solo in scena a Gonzaga sul tema dei migranti

L’attore: Gianmaria Testa aveva già capito tutto vent’anni fa

GONZAGA. Il Mediterraneo, luogo di sofferenza e bellezza, non è lo sfondo ma il protagonista di Da questa parte del mare, lo spettacolo che va in scena giovedì 7 dicembre alle 21 al Teatro Comunale di Gonzaga, tratto dall’omonimo libro di Gianmaria Testa, uscito postumo per Einaudi con la prefazione di Erri De Luca. Lo spettacolo è un viaggio struggente sulle migrazioni umane che vede in scena, solo, Giuseppe Cederna con la regia di Giorgio Gallione che ha sapientemente mixato le parole, anche di altri autori, con la poesia in musica, le canzoni, di Testa. «Ho lavorato a lungo con Gianmaria, lo conoscevo bene, condividevamo temi e curiosità – racconta Cederna – la lentezza, l’amore per le cose piccole, l’osservazione del mondo attorno a noi. Già vent’anni fa lui aveva iniziato a capire che queste grandi migrazioni di popolo avrebbero avuto un forte impatto sulla nostra storia, cambiato i rapporti politici e sociali e, soprattutto, ci avrebbe reso meno umani, avrebbero generato disumanità».

Lo spettacolo si intreccia con temi molto attuali, come la legge sullo Ius soli, ma, lungi dall’essere ideologico, punta, al contrario, a far sgorgare le emozioni nello spettatore, con un crescendo, fino al finale, con un salto indietro nel tempo, quando il narratore/attore o Cederna/Testa, tornato bambino, vede per la prima volta la madre commuoversi mentre canta canzoni di migranti durante una festa di matrimonio, molto popolare, nella campagna piemontese. «Il libro è un condensato di umanità e poesia – aggiunge Cederna – e c’è uno scarto con lo spettacolo. In scena do la mia voce ai suoi pensieri ma la mia vita ho voluto che fosse così, come uomo, come viaggiatore. La mia storia, la mia famiglia, mio padre era archeologo e ho visto molti luoghi che si affacciano sul Mediterraneo, già con lui. Sono luoghi cui sono legato, e non solo perché ho recitato nei film di Gabriele Salvatores Mediterraneo e Marrakesch Express. Mi riguarda, è su questo mare che è stata concepita l’Europa».

La scenografia è semplice, simbolica. Una pozza d’acqua, il mare, e un cumulo di sassi, veri e finti, la terra, l’isola, i corpi al cimitero di Lampedusa. Pensieri, storie, situazioni diventano canzoni, poesie, sulle migrazioni umane, sulle radici e sul senso dell’umano, si susseguono sul palco Babasunde, che ha perso il suo nome, Rrock Jakaj, violinista di Scutari, Tinochika, che si è aggrappato con tutto se stesso allo sguardo di una donna. Antonio Cederna è molto più di un attore. Dal 1982 lavora nel cinema con Comencini, Salvatores e Neri Parenti tra gli altri, affiancando anche l'attività letteraria e quella teatrale. Nel 2007 ha partecipato al Festivaletteratura, leggendo estratti dal libro La tenda rossa di Bologna di John Berger. Tra le apparizioni più recenti vi sono quelle nella serie televisiva L'ispettore Coliandro e nel film Maschi contro femmine. Il costo dei biglietti in platea è di 22 euro l’intero e 18 il ridotto, in galleria rispettivamente di 18 e 12 euro. L’appuntamento successivo della stagione teatrale del teatro di Gonzaga è per venerdì 26 gennaio 2018 con Nicola Piovani, protagonista dello spettacolo La musica è pericolosa - Concertato. Informazioni e prenotazioni: 329 3573440 o www.comune.gonzaga.mn.it.