Quotidiani locali

Viaggio nella storia tra didattica e multimedialità

Il progetto sostenuto dalla Fondazione Bam. La direttrice: «Tante attività anche per le scuole»

«Visitare questi spazi anche per le scuole rappresenterà un’opportunità straordinaria per comprendere la storia della città». Nicoletta Giordani, drettrice del museo, pone l’accento anche sull’aspetto didattico rappresentato dalla nuova offerta museale. «Tutti i contesti funerari - spiega - sono ampiamente spiegati grazie a recenti studi e ricerche, attraverso un ricco apparato informativo. E anche la saletta che si trova a margine del percorso risulterà molto interessante grazie ai video e alle ricostruzioni virtuali dedicate al tema». Un itinerario coinvolgente non solo per gli adulti. «Nelle nostre attività didattiche - conferma - abbiamo sperimentato la possibilità di giocare alla “caccia al reperto” anche con bambini in età prescolare. Il museo offre insomma spunti di approfondimento per tutti. Partiamo dal Neolitico antico e arriviamo fino al basso Medioevo, un excursus cronologico molto ampio che interessa il ritrovamento nel territorio mantovano. E poi c’è tutta la parte dedicata a Mantua una città romana, dall’eta augustea fino al XII secolo».

L’allestimento di questa nuova sezione, voluto e coordinato da Stefano L’Occaso, con la direzione scientifica delle archeologhe Nicoletta Giordani e Cristina Longhi, è stato progettato dalla Coprat e dallo Studio Cerri & Associati e realizzato dalla Plotini srl. Anche se l’offerta museale è aumentata, il costo del biglietto del museo resterà invariato (4 euro l’intero e 2 euro il ridotto), «poiché lo scopo dell’ampliamento del percorso espositivo è quello di fare conoscere meglio la storia e i tesori del nostro passato ai mantovani ma anche al più ampio pubblico internazionale». Importantissimo anche per la parte scientifica è stato l’apporto della Sovrintenza di Mantova, Cremona e Lodi. «Questo progetto - spiega la funzionaria della Sovrintendenza Cristina Longhi - ci ha consentito di utilizzare i dati archeologici per raccontare delle vicende umane e questo è appunto il mestiere dell’archeologo. Raccogliere indizi che resistono alla distruzione del tempo per restituirli come narrazioni di vita». E nel percorso museale, come evidenzia Longhi, le storie abbondano.«Ad esempio parlando degli Amanti si può dire che non erano poi così giovani per il Neolitico se teniamo conto che l’età media allora era attorno ai 30 - spiega - non sappiamo che legame li univa e perché furono sepolti insieme. Forse gli studi futuri lo chiariranno. Le indagini paleoantropologiche non hanno dato un esito sulla morte violenta ma gli scheletri erano mal conservati e alcune tracce non erano più leggibili». Altra storia interessante è quella del “Cacciatore e il cane” e del cosiddetto “Sciamano”. «Quest’ultimo non sappiamo in realtà che ruolo ricoprisse - aggiunge - ma era sicuramente un personaggio di rango, dato dedotto anche dal suo importante corredo funebre che il pubblico vedrà interamente per la prima volta qui al museo. Questo percorso è insomma anche un viaggio sociale e umano che permette di azzerare il tempo che ci separa da questi nostri antenati neolitici». (cdp)

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista