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convegno nell’atrio degli arcieri 

Tintoretto e i fasti gonzagheschi. Non tutti veri

Nell’atrio degli Arcieri di palazzo Ducale si è svolto ieri il convegno su Tintoretto, al quale sul finire degli anni ’70 del ’500 il duca Guglielmo commissionò i “fasti gonzagheschi”, una serie di...

Nell’atrio degli Arcieri di palazzo Ducale si è svolto ieri il convegno su Tintoretto, al quale sul finire degli anni ’70 del ’500 il duca Guglielmo commissionò i “fasti gonzagheschi”, una serie di grandi quadri raffiguranti imprese militari con protagonisti i marchesi e i duchi Gonzaga. Tra gli interventi, quello dello storico dell’arte Paolo Bertelli ha avuto come argomento l’iconografia e le novità sull’ottagono del soffitto della sala dei Marchesi. Per celebrare la gloria dei Gonzaga, Tintoretto e la sua bottega introdussero anche imprese millantate - post verità o storytelling ante litteram - come quelle del marchese Ludovico II, abile politico e grande mecenate ma non certo uomo d’azione sul campo di battaglia (Tintoretto gli attribuì imprese compiute da Gianfrancesco, suo padre). L’ottagono del soffitto presenta in parte problemi di lettura a causa della mediocre conservazione. Documenti che si trovano nell'Archivio di Stato di Mantova permettono di dare un’interpretazione univoca - si tratta di un soggetto iconografico unico - a ottagono, busti, stucchi, e “fasti” di cui in Ducale sono esposte le riproduzioni fotografiche, essendo gli originali all’Alte Pinakothek di Monaco. (scud)

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