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Artiste al Refettorio La nascita di Cristo fu come un terremoto

Il Refettorio monastico di San Benedetto Po dal domani al 14 gennaio ospita l’esposizione d’arte contemporanea … E fu Terremoto. La nascita, la morte e la resurrezione del figlio di Dio tra sacro e...

Il Refettorio monastico di San Benedetto Po dal domani al 14 gennaio ospita l’esposizione d’arte contemporanea … E fu Terremoto. La nascita, la morte e la resurrezione del figlio di Dio tra sacro e profano, curata da Vittorio Erlindo e promossa dal circolo Arci 1° Maggio con il patrocinio e la collaborazione del Comune. Un titolo a effetto, suggerito – spiega Erlindo – dallo sconquasso provocato al Polirone dal terremoto 2012, che intende per analogia presentare la nascita di Cristo come una scossa che ha segnato la storia. La presentazione è prevista domani alle 15.30 nella Biblioteca monastica, con gli interventi di Carlo Prandi, Marzio Dall’Acqua, Gianfranco Ferlisi, Mario Bertoni e dello stesso Erlindo, che hanno anche firmato il catalogo. Ma è di forte impatto anche la dedica dell’esposizione: a Charlotte Solomon, giovane e bravissima artista ebrea, mandata nelle camere a gas dai nazisti nel 1943 col proprio bambino ancora non nato. La prima parte della mostra, incentrata sul tema della nascita, vede solo artiste, una precisa scelta del curatore per riaffermare il ruolo imprescindibile della madre che dà la vita e, al contempo, fare spazio alla donna nel mondo dell’arte. Sono presenze significative dell’arte italiana e internazionale, fra le quali 4 madonnare, coinvolte per valorizzare l’arte sacra popolare, che per la sua immediata comprensibilità è ancora capace di radunare tanto pubblico sui sagrati. Tutte le artiste hanno concordato col curatore il tema della mostra, realizzando opere nate in funzione del progetto. Secondo Erlindo questa condivisione è già un successo, per le sensibilità venute in luce nel reinterpretare la nascita di Cristo – e ogni nascita – alla luce delle vicende umane e sociali della storia contemporanea. Cristo, infatti, si fa uomo tra gli uomini, per quelli che credono e per quelli che non credono, ma che sono accomunati dallo stesso amore per le persone. La seconda parte della mostra, dedicata invece a morte e risurrezione, si terrà dal 31 marzo al 15 aprile. In tutto partecipano al progetto una cinquantina di artisti, di cui sei maestri del ’900 mantovano scomparsi. L’evento ha avuto una premessa nella lectio magistralis La scienza, l’arte e le religioni che Erlindo ha tenuto il 16 dicembre. Orario di visita: dal martedì alla domenica, 10-12 e 15-17.

Oriana Caleffi

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