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La musica coinvolge i 600 spettatori in San Pio X

L’esibizione di Meneghello e degli Ottoni dei Gonzaga culminata con il canto dell’Adeste Fideles

MANTOVA. Oltre 600 persone hanno partecipato al Concerto di Capodanno in San Pio X, attrezzata con una fila di panche nella navata centrale e, alla fine, anche spettatori in piedi in fondo alla chiesa. Il maestro Alessandro Meneghello ha organizzato un concerto d’organo e di ottoni, che ha entusiasmato parrocchiani e non. Il nuovo parroco Roberto Rezzaghi ha accolto tutti con un “Buon anno” distribuendo ill programma, con l’elenco dei brani e il testo di Adeste fideles, il canto natalizio co ...

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MANTOVA. Oltre 600 persone hanno partecipato al Concerto di Capodanno in San Pio X, attrezzata con una fila di panche nella navata centrale e, alla fine, anche spettatori in piedi in fondo alla chiesa. Il maestro Alessandro Meneghello ha organizzato un concerto d’organo e di ottoni, che ha entusiasmato parrocchiani e non. Il nuovo parroco Roberto Rezzaghi ha accolto tutti con un “Buon anno” distribuendo ill programma, con l’elenco dei brani e il testo di Adeste fideles, il canto natalizio con cui il concerto si è chiuso. Una grande emozione far parte di una comunità che canta tutta insieme e nessuno ha paura di essere un po’ stonato o fuori tempo perché ci sono le trombe a trascinar con la loro forza. Per il canto finale, il parroco ha voluto davanti Francesco Meneghello, il fratello dell’organista Alessandro, e che è il musicista che ha diretto i cori per tanti anni proprio a Capodanno. Di fronte alla ritrosia di Francesco, il parroco ha scherzato: «A ognuno il suo ruolo, finché non vieni a cantare io non comincio la messa».

La bellezza del concerto, ma ancor più la partecipazione di fedeli e spettatori, ha colpito il parroco: «Sono qui soltanto da settembre – ha detto – e ogni volta scopro qualcosa di bello a San Pio, il concerto è una tradizione che crea senso di comunità, grazie a tutti».

Alessandro Meneghello ha fatto vivere l’organo Tamburini, particolare per una sezione di canne in rame. Un organo che era al Santuario della Comuna e che don Ulisse Bresciani, allora parroco di San Pio, ottenne di far trasportare nella parrocchia più popolosa e popolare e che ora, ormai, sa amare la bella musica. Meneghello ha proposto, come preludio, una dolcissima Stella del mattino al pianoforte, e poi all’organo due brani di Bach, tra cui la celeberrima Toccata e fuga in re minore e anche un pezzo composto da lui stesso. Prima di eseguire il Largo di Mulè del 1930 circa, ha invitato il pubblico a riconoscere quale canzone lo abbia copiato dando poi il successo planetario a un tenore italiano: Con te partirò di Andrea Bocelli. È poi entrato Franco Capiluppi, tromba solista che ha conquistato tutti con il famoso Gabriel’s Theme di Ennio Morricone. Quindi gli altri fiati: Franco Alberini, Francesco Meneghello jr, Claudio Grillenzoni, Marco Corradi e Ivan Aleotti ed è rientrato Capiluppi, dalla lunga barba bianca, stavolta vestito da Babbo Natale. Ancora pezzi di sicura presa, fra i quali il Te Deum di Charpentier, che è diventato anche la sigla delle trasmissioni in Eurovision e Jingle Bells e Fra Martino, con arrangiamenti di qualità.(Maria Antonietta Filippini)