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Web serie mantovana contro il bullismo e legata al Krav Maga

Tre ragazze e un ragazzo hanno creato una start up. L’obiettivo: avviare un’attività professionale nel settore

MANTOVA. Una webserie ambientata a Mantova e nata dal mondo del Krav Maga è al centro di un progetto che vede coinvolti quattro giovani mantovani, tre ragazze e un ragazzo, che puntano a creare un prodotto di qualità e lanciare così la loro attività professionale. Una webserie, dunque, che è anche una start-up per Miriam Favro, Nakja Perini, Annamaria Marazia e Carlo Neviani, tutti mantovani e residenti in provincia, che puntano a far conoscere la loro professionalità nel mondo del cinema, della regia e della sceneggiatura. «Il progetto è nato grazie a un contatto con una palestra in cui si pratica il Krav Maga, un sistema di combattimento ravvicinato e autodifesa di origine israeliana, che si vuol far conoscere e comprendere nei suoi aspetti positivi» racconta Miriam Favro che della webserie è la sceneggiatrice e si occupa della produzione. «Da qui, grazie alla volontà e all'interessamento di Marco Ceccarini, insegnante di Krav Maga, e del gruppo Dojo Eleonora, nasce l'idea di di girare un video che abbia al centro questo sistema di combattimento e autodifesa, ma allo stesso tempo che tratti anche temi come il bullismo, la violenza contro le donne e la violenza in generale».

Nakja Perini, che della webserie è direttrice della fotografia e si occupa delle riprese, contatta Carlo Neviani (che si occupa della regia e del montaggio), la stessa Favro e Annamaria Marazia (aiuto regia e sonoro) che propongono non un semplice spot ma un mediometraggio. «La nostra idea è stata quella di provare a espandere i contenuti e creare così un prodotto che, complessivamente, sia sui 45 minuti. Un mediometraggio o una webserie, prodotto che oggi può avere molti sbocchi e può sfruttare le molte potenzialità del web» racconta la Favro.

Il tutto piace ai committenti e così nasce il progetto che vede circa un anno di preparativi per cercare location e cast. Le riprese, che non sono ancora ultimate, si svolgono a Mantova, «e abbiamo anche il patrocinio della Mantova Film Commision» ricorda la Favro, e in particolare modo in zona Anconetta, Valletta Valsecchi, al centro medico chirurgico Portale Valsecchi, nella scuola Alberti (Istituto comprensivo Mantova 1) e in alcuni appartamenti di privati. Il cast, comprensivo delle molte comparsi, si attesta sulle 60 persone mentre gli attori principali sono sei, Riccardo Cremonesi, Nicola Mellacca, Dimitri Borsari (l'attore principale), Marco Ceccarini, Ruggero Burgarella e Zory Iorno.

Le riprese termineranno a fine gennaio e poi, in fase di montaggio, si decideranno il titolo definitivo e la scansione dei singoli episodi. «Il progetto è caratterizzato dal fatto di essere a budget zero - conclude la Favro -, ma questo non ci spaventa perché abbiamo avuto l'aiuto di molte persone e, soprattutto, ognuno di noi ha messo in gioco professionalità e competenze acquisite nei nostri percorsi di studio e lavoro. Crediamo in questo progetto e lo vogliamo far arrivare a concorsi perché crediamo che possa essere un trampolino di lancio per questo gruppo di giovani professionisti del mondo della comunicazione che si sono uniti per realizzare questo progetto che vuole smascherare i pregiudizi e i meccanismi della violenza, contro i deboli e contro le donne, ma non solo. Si tratta di una storia di amicizia che ha al centro il tema della lotta alla violenza».

Luca Cremonesi
 

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