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Assmann: il Ducale è in emergenza

Casarin: il museo perde nove custodi, l’Archeologico potrebbe essere accorpato alla reggia

MANTOVA. Palazzo Ducale, come ormai segnala il direttore della reggia da più di un anno, deve fare i conti con la carenza di organico. Che tradotto significa - come ribadisce Peter Assmann - una modifica di percorsi e orari (attuata da ieri e fino all’11 marzo), imposta a causa della riduzione del personale di vigilanza, già inferiore rispetto al previsto e ridimensionato dopo i provvedimenti adottati in dicembre dalla Direzione generale del Ministero.

IPOTESI ACCORPAMENTO. E non è l’unica novità. Il museo Archeologico, che ora fa parte del Polo museale Lombardo diretto da Stefano L’Occaso, potrebbe infatti essere accorpato al Ducale. E altre “fusioni” sarebbero allo studio a livello nazionale. «Da ciò che ci risulta informalmente l’atto sarebbe già stato preparato - conferma Assmann - mancherebbe solo la firma del ministro Franceschini. Un’idea che condivido quella dell’accorpamento, perché parliamo di una realtà che già per sua natura fa parte del complesso museale. Certo, andrebbero studiate nuovamente aperture e gestione».

GLI SCENARI FUTURI. «È un decreto in bozza di cui si parla da diverso tempo - conferma L’Occaso - che prevede appunto questo accorpamento ma non è stato ancora firmato. Vedremo come evolverà la situazione». Quali scenari attendono dunque il Ducale? Quali i problemi all’ordine del giorno?

I NUMERI. «Si parte sicuramente dai numeri - spiega la vice direttrice del Ducale Renata Casarin - a livello nazionale il Ministero ha dato la possibilità infatti al personale di potersi trasferire anche in altre realtà. È questo il cosiddetto “interpello” che ha interessato sia i custodi che gli amministrativi. Noi, come museo di palazzo Ducale, con questa misura abbiamo perso dieci persone: nove addetti alla vigilanza e un assistente tecnico che è passato alla Sovrintendenza. Due dei nove custodi - continua - sono assegnati alla Galleria Estense di Modena mentre gli altri sette, da oggi ,(ieri per chi legge ndr) saranno in forza al Museo Archeologico di Mantova».

TRASFERIMENTI. La vigilanza del Ducale è formata oggi da 57 persone rispetto alle 78 previste. «Ma anche se non avessimo perso queste unità - continua Casarin - il museo sarebbe stato in difficoltà per aprire tutto mattina e pomeriggio, perché ogni giorno disponiamo di un numero che varia da 23 a 28 custodi, quando invece ne servirebbero una quarantina. Quotidianamente ci mancano circa 15 dipendenti per poter aprire tutto il museo. Situazione che Assmann ha segnalato spesso anche alla direzione generale dell’organizzazione del Ministero ».

LA GESTIONE. E se ci fosse l’accorpamento con l’Archeologico? «Il quadro non cambierebbe molto - aggiunge - direi che invece di quaranta servirebbero cinquanta persone. Quando parliamo di organico - conclude - dobbiamo fare i conti anche con malattie, ferie, c’è chi usufruisce della legge 104, chi ha il part time, ci sono i riposi compensativi. Questo per dire che sulla carta magari abbiamo un numero che poi non corrisponde con la gestione della quotidianità».

I MESI CLOU. La preoccupazione cresce poi in vista dei mesi primaverili, il cosiddetto periodo clou visto l’afflusso delle scolaresche e le tradizionali visite turistiche nei musei.

«Siamo davvero in forte emergenza - ribadisce il direttore Peter Assmann - andiamo verso mesi ancora più difficili da gestire in queste condizioni. Abbiamo concentrato anche le ferie nei mesi di minor flusso, perché vogliamo essere preparati, ma ovviamente non basta».

LE ASSUNZIONI. E Assmann aggiunge che è da anni che non si assumono custodi. «In organico come si diceva ne sono previsti 78 e ne abbiamo 57 - sottolinea - quindi ho segnalato più volte questa carenza al Ministero. In due anni non è cambiato nulla, a parte quello che abbiamo cercato di fare noi insieme ad altre realtà. Ad esempio con convezioni con il Touring Club o gli aiuti rappresentati dai ragazzi del servizio civile. Ma sono solo provvedimenti di sostegno, non possono sostituire la figura di un addetto alla vigilanza che ha una specifica formazione».

LA RICHIESTA. Quindi il futuro? «Ho chiesto subito almeno un segnale. Ovvero quattro persone entro l’11 marzo, e poi un’altra somma per lavorare flessibilmente con una ditta esterna che ci possa fornire personale per le diverse esigenze. E concludo dicendo che oltre alla situazione custodi abbiamo carenza anche di funzionari ». (cdp)
 

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