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Bocuse e l'amicizia con i Santini: «Grande uomo e maestro»

Il grande chef dichiarò in un'intervista: "Ho trovato il miglior ristorante del mondo, Dal Pescatore"

CANNETO SULL'OGLIO. Paul Bocuse aveva uno stretto legame con la provincia di Mantova. Anni fa, intervistato da Le Figaro, aveva rivelato di avere scoperto “il migliore ristorante del mondo, Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio”. A Canneto aveva appena trascorso una vacanza di tre giorni, per festeggiare i 50 anni di matrimonio, un soggiorno che ha considerato memorabile e che ha rafforzato ancor di più il rapporto con la famiglia Santini. Una conoscenza, quella con Nadia e Antonio Santini, datata alcuni decenni. La storia è stata più volte raccontata: i due, giovani studenti di Scienze politiche, per evitare la chiusura della trattoria di famiglia, decisero di sposarsi, lasciare gli studi e, dopo un viaggio di nozze in Francia che avrebbe toccato i migliori ristoranti, riconvertire il locale di Runate. Una delle tappe fu proprio da Paul Bocuse.

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«La conoscenza si è rafforzata nel tempo - racconta Antonio Santini -, fino a diventare una forte amicizia». Con Bocuse, Santini si sentiva spesso e altrettanto spesso gli faceva visita nel suo regno di Collonges-au-Mont d’Or. L’ultima volta, proprio martedì scorso. «Con Nadia siamo andati per quattro giorni in Costa Azzurra - racconta Antonio - e abbiamo chiamato Françoise (la figlia ndr) per concordare la visita. Abbiamo prenotato il tavolo, ma al nostro arrivo Paul ha chiesto che pranzassimo con lui, scegliendo personalmente le nostre portate. Fino all’ultimo ha avuto la mente lucidissima». La famiglia Santini non mancherà, la prossima settimana, ai funerali dell’amico.

«È stato un uomo che ha insegnato tanto e dato tanti consigli a tutti - sottolinea il ristoratore cannetese -. Un fenomeno di intelligenza, la classica persona della quale puoi dire: “Ho avuto la fortuna di conoscerlo”». Molti gli episodi condivisi con Bocuse che Santini ricorda. Come quando, alla Tour Eiffel, festeggiarono insieme i cinquant’anni delle tre stelle Michelin, oppure quando, a Tokyo, prepararono una cena di gala gli staff dei tre grandi amici, Bocuse, Santini e l’alsaziano Marc Haeberlin dell’Auberge de l’Ill. E, ancora, la settimana passata assieme a Orlando - dove ora vive e lavora il figlio di Bocuse, Jerome - con tanto di cavalcata in moto fino a Daytona per il raduno delle Harley Davidson.

Non sono mancate altre visite di Bocuse in Italia, come quando venne invitato dall’associazione Le Soste alla cantina Cà del Bosco, in Franciacorta, per la consegna di un premio alla carriera. In quell’occasione erano presenti numerosi altri ristoratori mantovani.

«Paul Bocuse è stato sempre avanti, un anticipatore - conclude Santini -: a Lione ha aperto quattro brasserie, una per ciascun punto cardinale, ciascuna specializzata nella cucina del nord, del sud, dell’est e dell’ovest del mondo. E con il Bocuse d’Or ha ideato il più prestigioso concorso per giovani cuochi». Che quest’anno vedrà in Italia la selezione europea.
 

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