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Mantova, Palazzo Ducale e l'Sos per il personale: "Intervenga Franceschini"

La reggia sotto organico, mancano custodi. Il comitato scientifico scrive al ministro: "Serve una misura urgente per avere il personale necessario"

MANTOVA. Il grido di allarme per la mancanza di personale in Ducale si è trasformato in coro e il comitato scientifico del museo ora chiede l’aiuto del ministro Franceschini. Nella lettera inviata al numero uno dei Beni culturali, infatti, il consiglio ripercorre tutti i problemi della reggia e chiede «un intervento concreto e urgente che consenta di disporre di un numero sufficiente di personale di vigilanza che ci permetta di continuare sulla strada di successi che il nostro complesso ha dimostrato di saper raggiungere».

Anche la preoccupazione degli addetti ai lavori, del resto, cresce. In primis quella delle guide turistiche che, a causa delle nuove disposizioni, non possono offrire al pubblico itinerari completi (Corte Vecchia la mattina è chiusa al pubblico, ndr). La direzione, come è noto, di recente ha lanciato un nuovo Sos a causa della riduzione del personale di vigilanza, già sotto organico e ridimensionato dopo il passaggio di sette custodi al museo Archeologico grazie alla misura ministeriale. Provvedimento che, dal 15 gennaio, ha imposto appunto la modifica di orari e percorsi.

E l’appello del comitato scientifico fa riferimento anche alla possibile futura fusione dei due musei. «Da anni si discute l'accorpamento del Museo Archeologico al Complesso Museale di Palazzo Ducale, che peraltro ne ospita la sede - si legge nella lettera firmata da Paolo Bertelli, Beatrice Buscaroli, Paolo Carpeggiani e Augusto Morari - ma sinora senza esito. Questo decreto produrrebbe senz'altro una più efficace distribuzione del personale tra le due realtà museali, senza tuttavia costituire una soluzione a tutti i problemi».

Molto preoccupato del futuro è il direttore della reggia. «Sino ad oggi non si è mosso nulla - spiega - dal Ministero ci hanno detto che è una situazione generale, ma io devo occuparmi della mia, che è appunto la gestione di Palazzo Ducale. Il nuovo interpello ci ha messo seriamente in difficoltà perché vengono a mancarci ben sette persone. Per questo siamo costretti a chiudere delle sale la mattina e non è un bel segnale. Il Ducale - aggiunge - non è solo uno scrigno di bellezze, ma anche una risorsa della città per economia e turismo. Parliamo infatti di migliaia di visitatori che non possiamo accogliere come dovremmo, perché l’offerta non è completa. E in arrivo ci sono i mesi clou».

Il comitato scientifico non a caso ribadisce nella lettera che il numero di visitatori «è in netto aumento rispetto alla media degli ultimi anni e il museo continua ad attestarsi tra i più importanti e visitati in Italia». Per tamponare l’emergenza non si potrebbe allora mettere in bilancio una cifra per fare ricorso a personale esterno? «Si certo - conferma Assmann - e sarebbe una somma consistente che andrebbe tolta alla valorizzazione, ovvero meno mostre per il museo. Il Ministero però potrebbe aiutarci con un contributo da impegnare appunto per questa necessità».

Il futuro? «Quest’anno è iniziato bene, il flusso è buono ma non dobbiamo interrompere il trend. Noi viviamo anche di passaparola e, basta dare un’occhiata ai social network, per vedere che ci sono già i primi malumori e lamentele per le sale chiuse al mattino. E queste indicazioni, alla fine, potrebbero disincentivare il pubblico dall’idea di visitare la stessa città. Abbiamo fatto tanti sacrifici - conclude - come ad esempio la riduzione da 4 a 3 addetti al servizio notturno, una misura molto contrastata dalle forze sindacali. Ora stiamo aspettando un segnale concreto. Secondo indiscrezioni la firma del decreto sarebbe imminente...vedremo ».

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