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Tiziano e Richter, confronto sul tema dell’Annunciazione

L'annunciazione del Tiziano della Scuola Grande di San Rocco

La mostra autunnale della villa giuliesca sarà allestita nelle sale napoleoniche. Collegamenti esterni con le opere del Diocesano e quelle delle chiese cittadine

MANTOVA. Il Centro internazionale di arte e cultura di palazzo Te sotto la guida di Stefano Baia Curioni ha sempre cercato di fare dialogare l’arte tradizionale con quella contemporanea, in modo che il rapporto con il patrimonio artistico vada oltre la pura conservazione e arrivi a una trasformazione. Anche la nuova mostra che verrà allestita nel prossimo autunno si baserà su questi presupposti, partendo da un tema di fondo: Le Annunciazioni. Un percorso che partirà dal cinquecentesco Tizian ...

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MANTOVA. Il Centro internazionale di arte e cultura di palazzo Te sotto la guida di Stefano Baia Curioni ha sempre cercato di fare dialogare l’arte tradizionale con quella contemporanea, in modo che il rapporto con il patrimonio artistico vada oltre la pura conservazione e arrivi a una trasformazione. Anche la nuova mostra che verrà allestita nel prossimo autunno si baserà su questi presupposti, partendo da un tema di fondo: Le Annunciazioni. Un percorso che partirà dal cinquecentesco Tiziano Vecellio (che dipinse cinque volte il soggetto) per arrivare al contemporaneo tedesco Gerhard Richter, che proprio dopo l’incontro con l’Annunciazione del Tiziano conservata alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, realizzò cinque dipinti ad essa ispirati.

Gehrard Richter


Ed eccoci a Richter, «uno dei più importanti artisti contemporanei al mondo - spiega Baia Curioni -, quello le cui produzioni sono più quotate in assoluto». Nel 1973 Richter “incontra” l’Annunciazione di San Rocco e, a partire da una cartolina del dipinto, esegue cinque tele dedicate all’opera di Tiziano. Durante un’intervista rilasciata nel 1974, Richter dichiara che i dipinti di Tiziano sottintendono una qualità «che rende un’opera d’arte un’opera d’arte», che il lavoro su Tiziano lo ha messo in rapporto profondo con la questione stessa dell’arte pittorica. «All’inizio volevo solamente avere un meraviglioso Tiziano a casa» ricorda Richter. Ma, proprio grazie alla qualità della pittura del grande maestro veneto, è stato condotto ad abbandonare l’idea di una “copia” per procedere verso il «margine di un pensiero visivo sulla trasformazione». Di questo ciclo, quattro tele sono conservate a Basilea (due di queste dovrebbero arrivare al Te) e una negli Stati Uniti. «Avremo la possibilità di vedere attorno al tema dell’Annunciazione due giganti della pittura» sottolinea Baia Curioni.

La mostra, tuttavia, non si esaurirà a palazzo Te, dove peraltro si terranno anche alcune conferenze a tema. Ci saranno due percorsi esterni: il Museo diocesano (Francesco Gonzaga” di piazza Virgiliana presenterà una raccolta delle Annunciazioni custodite nelle sue collezioni. Inoltre, la Diocesi di Mantova proporrà un itinerario cittadino per ammirare le Annunciazioni presenti nelle principali chiese.

Nel suo complesso, la mostra offrirà ai visitatori la visione comparata delle opere dedicate al tema dell’Annunciazione dei due grandi artisti, separati nel tempo ma avvicinati da una comune riflessione sulla rappresentazione in pittura del messaggio divino. La rassegna è curata da Helmut Friedel, Giovanni Iovane e Vittoria Romani, organizzata dal Comune di Mantova, dal Centro Te e dal Museo Civico di Palazzo Te, con la collaborazione della Scuola Grande Arciconfraternita di San Rocco, del Museo Nazionale di Capodimonte - Fondo Edifici di Culto, del Kunstmuseum di Basilea e della Galleria degli Uffizi di Firenze. L’allestimento è progettato da Lissoni Associati.