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Il copione scadente tradisce Eastwood

Storia tediosa ricostruisce l’assalto sul treno per Parigi sventato da tre amici

La carta vincente di Clint Eastwood è stata sempre quella di scegliere sceneggiatori di gran valore quali David Webb Peoples o Brian Helgeland, e vicende di possente respiro drammatico come Gli spietati o Mystic River, o ancora Nick Schenk per una storia dal nucleo culturale molto forte come Gran Torino. Anche nei momenti minori, mai era ricorso a copioni scadenti come quello di Dorothy Blyskal, ricavato da un libro firmato dai tre californiani dell’esperienza vissuta sul treno di The 15:17 to Paris, del 21 agosto del 2015, quando un marocchino di nome Ayoub al-Qahzzani uscì dalla toelette con un mitragliatore in mano e trecento cartucce, intenzionato a compiere una strage di viaggiatori.

Copione e regia annunciano l’imminenza dell’atto criminoso, e subito retrocedono all’infanzia dei tre “eroi” per tratteggiarne il background ordinario: i due bianchi, Spencer e Alek, crescono con madri single, affettuose ma ignare. I due sono inseparabili, come molti bambini giocano alla guerra, e frequentano una scuola confessionale che per inezie punisce. Nel corridoio del direttore si fanno amici di un nero minuto, Anthony, dalla lingua lunga. Secondo un costume da sempre in vigore a Hollywood, se la famiglia e la scuola sono inadeguate al compito, è il mito della divisa militare a salvare l’uomo dalla rassegnazione alla meschinità. Ed eccoli grandi, e sono quelli della realtà, Stone Skarlatos Sadler, a interpretarsi senza saper recitare, e si prestano ad essere addestrati a salvare il mondo.

Tra i tre, viene privilegiato il più corpulento che coniuga insieme fede e forza. L’estate del ’15, si riuniscono in Europa per una vacanza comune: da Roma a Parigi, passando per Amsterdam. La storia, già piatta, si fa inutilmente tediosa, turismo svagato come peggio non si potrebbe evocarlo (e si recano al Gritti di Venezia per consumare una pizza). Finalmente sono sul treno per Parigi, e il più corpulento si getta sul marocchino, a rischio della vita. Gli altri lo seguono, e sono insigniti della Legione d’onore. Anche John Ford, il più grande cineasta d’America, uscì di scena con un film che nessuno ricorda. Ci piace rammentare Clint Eastwood nella sua scena più bella e commossa, sotto la pioggia, nel finale di Madison County. (a.c.)



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