Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Caravaggio e Mantova: il legame in una tela. Ma forse visitò la città

In tanti all’Ariston per la proiezione del film prodotto da Sky. Scaietta: il pittore si ispirò a un affresco di Giulio Romano

MANTOVA. Caravaggio – nato Michelangelo Merisi a Milano nel 1571 – ebbe rapporti diretti con Mantova? Martedì 20 febbraio all’Ariston, presentando il film d’arte Caravaggio l’Anima e il Sangue, Italo Scaietta – presidente della Federazione italiana degli Amici dei musei e presidente degli Amici di palazzo Te – ha affermato che il duca Vincenzo I Gonzaga, “bramoso di arricchire le proprie collezioni” e ricchissimo prima di finire in bolletta a causa delle folli spese che dissanguarono le cass ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

MANTOVA. Caravaggio – nato Michelangelo Merisi a Milano nel 1571 – ebbe rapporti diretti con Mantova? Martedì 20 febbraio all’Ariston, presentando il film d’arte Caravaggio l’Anima e il Sangue, Italo Scaietta – presidente della Federazione italiana degli Amici dei musei e presidente degli Amici di palazzo Te – ha affermato che il duca Vincenzo I Gonzaga, “bramoso di arricchire le proprie collezioni” e ricchissimo prima di finire in bolletta a causa delle folli spese che dissanguarono le casse ducali, nel 1607 acquistò a Roma uno dei quadri più controversi e scandalosi di Caravaggio, la Morte della Vergine, sborsando una somma tra i 200 e i 300 scudi.

Il capolavoro rimase nelle collezioni gonzaghesche fino al 1627, quando fu venduto al re d’Inghilterra Carlo I Stuart, per passare poi dalla corte inglese a un banchiere parigino, essere successivamente ceduto al re di Francia Luigi XIV e infine collocato al museo del Louvre, dove ancora oggi si trova.



Perché capolavoro scandaloso? La Madonna, irriconoscibile in quanto tale, probabilmente con i tratti di una donna del popolo annegata nel Tevere, anziché essere assunta in cielo, giace su un tavolaccio in abiti decisamente non consoni alla sua santità. Così il quadro venne rifiutato dai committenti, i Carmelitani Scalzi che facevano parte della chiesa di Santa Maria della Scala a Roma. Caravaggio dipinse la Morte della Vergine a olio su tela nello stesso periodo in cui Pieter Paul Rubens fissava su pala la Famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità. E a consigliare al duca Vincenzo l’acquisto dell’opera di Caravaggio fu proprio Rubens: Raffaella Morselli lo ha raccontato nel 2002 nel catalogo della mostra sulla Celeste Galeria.

Fin qui è tutta storia documentata. Ma Scaietta ha voluto lanciare una provocazione: Caravaggio venne a Mantova? Sì, forse. L’ipotesi poggia sul soffitto dipinto da Caravaggio a Roma nel 1597 per il camerino alchemico del cardinale Del Monte (dedicato a Giove, Nettuno e Plutone, nel casino della villa Boncompagni Ludovisi), che ricorda quello di Giulio Romano del Carro del sole e della luna a palazzo Te.

Mina Gregori, presidente a Firenze della Fondazione Longhi (fu Roberto Longhi a riscoprire Caravaggio nel 1912 dopo secoli di oblio), sostiene che del Carro mantovano non esistevano copie o disegni. Quindi Caravaggio poteva averlo visto con i propri occhi soltanto a palazzo Te. Nel 1608 un agente di Vincenzo Gonzaga, Ottavio Gentili, era in contatto a Napoli con Caravaggio. Ma già l’anno prima il pittore fiammingo Frans Porbous scriveva da Napoli a Vincenzo di avere visto due quadri bellissimi del Merisi, prezzo 300 e 400 scudi. Forse uno di questi, quello da 400, è la Vocazione dei santi Pietro e Andrea, venuto fuori nel 2001, per restauro, dalle collezioni di Hampton Court della regina Elisabetta d’Inghilterra. Forse anche la Vocazione proveniva dalla Galeria che il re Carlo I acquistò dai Gonzaga nel 1627? Questa è l’ipotesi avanzata da Raffaella Morselli sulla Gazzetta di Mantova il 17 febbraio 2004.

Il film Caravaggio l’Anima e il Sangue, commentato dagli storici dell’arte Claudio Strinati, Mina Gregori e Rossella Vodret (a dare la voce a Caravaggio è Manuel Agnelli) è stato prodotto da Sky.