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Al Te le fotografie sul cibo scattate dagli studenti mantovani

Inaugurata la mostra curata da Melina Mulas allestita ai Tinelli con ingresso gratuito

MANTOVA. Andate a vederla: la mostra “#INTAVOLA, fotografare il cibo” a Palazzo Te mette allegria e inorgoglisce per la bravura degli autori, studenti del liceo artistico Giulio Romano, dello scientifico Belfiore, delle scienze umane Isabella d’Este e del tecnico Carlo d’Arco. I ragazzi hanno partecipato al progetto didattico guidato dalla fotografa Melina Mulas, insieme a Francesca Vischi e Gianmaria Pontiroli. All’inaugurazione il presidente del Centro internazionale d’arte e di cultura di ...

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MANTOVA. Andate a vederla: la mostra “#INTAVOLA, fotografare il cibo” a Palazzo Te mette allegria e inorgoglisce per la bravura degli autori, studenti del liceo artistico Giulio Romano, dello scientifico Belfiore, delle scienze umane Isabella d’Este e del tecnico Carlo d’Arco. I ragazzi hanno partecipato al progetto didattico guidato dalla fotografa Melina Mulas, insieme a Francesca Vischi e Gianmaria Pontiroli. All’inaugurazione il presidente del Centro internazionale d’arte e di cultura di palazzo Te, Stefano Baia Curioni, precisa che l’ingresso ai Tinelli è gratuito. «Fino al 29 aprile potete venire, portare amici, vantarvi». E l’assessore all’istruzione Marianna Pavesi sottolinea la qualità artistica.

Alle pareti i quadri dedicati a un frutto. «C’è molta poesia» nota Melina Mulas. Sfondi di fantasia per zucche, pere, castagne tra giochi di colori, forme, volumi. Ma anche statue e mascheroni di pietra su cui risaltano, incastonati, limoni e mele rosse come rubini.

Al centro della sala, un tavolo con fogli, che si possono staccare e portar via: su ciascuno le fotografie di quattro piatti, cucinati nelle case degli studenti che hanno interrogato nonni e genitori. Il risultato è raffinato e goloso, e sul retro della tovaglietta di carta ci sono le ricette. Baia Curioni, che pensa di allestire un’asta delle fotografie incorniciate («ne vorrei una nella mia cucina») tanto sono belle, per finanziare i progetti di fotografia delle scuole, passando ai piatti-ricetta elogia la raccolta di eredità familiari del Mantovano, celebre per il suo cibo. Ci sono varianti del risotto alla pilota, dei tortelli di zucca, ma anche di piatti pugliesi o napoletani.

Andrea Laguardia del Carlo d’Arco, la cui famiglia è originaria di Corato (Bari) ha fotografato le orecchiette con il sugo di carne. La trippa milanese (busecca) è stata proposta da Gabriele Braganza del Belfiore che ha fatto venire apposta da Monza il nonno Ernesto Tresoldi. La nonna Maria Concetta Di Maggio ha invece preparato il baccalà per Chiara Crusco del Giulio Romano.

«Mi piace la dimensione comunitaria e insieme intima che i ragazzi hanno espresso - commenta Melina Mulas -. Ringrazio i docenti che ci hanno creduto e i ragazzi che si sono appassionati. Sono molto contenta. Mi ha colpito molto anche la consapevolezza del proprio territorio nelle fotografie sui luoghi di produzione del cibo». Stalle abbandonate, caseifici, suini, mietitrebbia, canali, campanili nella nebbia.

Mara Pasetti ha prodotto con le foto dei ragazzi un numero di “C’arte” che si può vedere sul sito www.cagioiosa.org.