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L’incontro al Quirinale con Pertini e gli agnolini a casa di Usvardi

“Pertini il combattente”, film di Giancarlo De Cataldo e Graziano Diana, viene annunciato nelle sale dal 15 marzo e racconterà la storia del “Presidente di tutti” con una serie di aneddoti...

“Pertini il combattente”, film di Giancarlo De Cataldo e Graziano Diana, viene annunciato nelle sale dal 15 marzo e racconterà la storia del “Presidente di tutti” con una serie di aneddoti sconosciuti, un quadro biografico rivelatore per le generazioni più giovani. Alle quali certamente non appartengo se sono in grado di ripescare quella mia presenza al Quirinale, il 24 luglio 1981, come rappresentante della Gazzetta di Mantova nel Comitato celebrativo del Bimillenario della morte di Virgilio, che riuniva tute le istituzioni.

Si doveva volare alto non solo a livello di latinisti e infatti il Comitato, al completo, veniva accolto al Quirinale da Antonio Maccanico, segretario generale e poi dallo stesso presidente della Repubblica, nel saloncino della Palazzina. Doveva essere di luna buona, perché voleva accanto ll sindaco: «Usvardi, tu che non mi lasciavi un istante, quanti comizi avrò fatto?».

La domanda lo riportava ai suoi anni della politica più giovane, alla campagna elettorale del 1953 e la risposta era: «Anche tre o quattro al giorno, presidente. In tutto hai tenuto 48 comizi, ma il collegio senatoriale socialista di Ostiglia è risultato il primo in Italia…».

Pertini arricchiva poi il dialogo di altri scampoli di memorie mantovane, dai materassi nei letti dell’albergo Senoner agli agnolini del ristorante Gastone, senza dimenticare le belle donne, la mostra del Mantegna e il recupero del Pisanello in Ducale. Siparietto: il confronto delle intelligenze tra gli irpini (Maccanico, di Avellino) e i liguri (lui, savonese).

Il clima leggero facilitava l’invito alle celebrazioni del Bimillenario virgiliano, programmate a Mantova nel settembre successivo. «Certo che nella tua Mantova, così civile, così a misura d’uomo tornerò in settembre» aveva assicurato. Così avvenne e la sua popolarità era già al massimo: folla dappertutto negli spostamenti in Palazzo Ducale per il convegno di studi virgiliani e per la mostra “8 maestri per Virgilio”. Quindi in municipio a Cerese, ricevuto dal sindaco di Virgilio Gianni Martinelli, poi a Pietole, ritorno a Mantova per una passeggiata in centro e una serata musicale al Bibiena. Fuori dal cerimoniale, con Maccanico, cena a casa Usvardi, in viale Fiume, preparata dalla signora Milena, che non se l’è certo dimenticata, anche passati 37 anni: “Gianni mi aveva raccomandato cucina mantovana e infatti, in antipasto, un salame selezionato da Lotario Secci, vicino di casa a Solferino, poi agnolini, tortelli, arrosto di vitello, luccio in salsa, budino della nonna e Ferrari spumante. Il giorno dopo, a Suzzara, Pertini incontrava i socialisti e gli antichi compagni di lotta, Guido Mazzali e Piero Caleffi; ultima tappa ad Ostiglia, il suo collegio elettorale del 1953, con deviazione a Ponte Molino e al ristorante Trida, lo stesso di allora, non si era scordato il famoso risotto.

Al Quirinale dovevo tornare quattro anni dopo, nel 1985, ma non c’era il buon umore nostalgico del 1981. Il Comitato presentava i volumi virgiliani del Bimillenario, omaggio interrotto dal telefono e dal concitato dialogo con un Leo che lo faceva infuriare ed era facile capire fosse il senatore Valiani. Tema controverso, la grazia concessa a Maria Fiora Pirri Ardizzone, condannata per associazione sovversiva.

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