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La passione di una vita diventa lavoro a Torino

Il soprano castiglionese Lanfranchi e l’esperienza al Teatro Regio «Grazie alla musica ho girato il mondo, non è mai stato un hobby»

La lirica e la musica classica hanno trovato una sintesi perfetta nel soprano castiglionese Laura Lanfranchi. «La mia passione per la musica è nata quando ero molto giovane. La mia famiglia paterna è sempre stata appassionata di musica classica e opera. Mia nonna Emma Panegalli adorava l’opera è mi raccontava sempre l’aneddoto di aver sentito cantare alla Scala di Milano Maria Callas. Aveva un orecchio molto sensibile e quando studiavo e lei era nei paraggi mi diceva se la voce “usciva” bene o meno» racconta da Torino Lanfranchi.

«Ho cominciato a studiare violino a nove anni ma sentivo che a dominare era una certa esuberanza vocale e caratteriale, tipica delle cantanti. Man mano il canto ha prevalso nella mia indole musicale, anche se il violino (che ho suonato per più di 10 anni) ha contribuito alla formazione di un buon orecchio. Ho studiato canto con il maestro Dino Gatti e Chu Tai-li al Conservatorio di Mantova e musica vocale da camera con Daniela Uccello al conservatorio di Milano. In seguito a due borse di studio vinte, ho avuto l’opportunità di studiare vocalità mozartiana e Monteverdiana in Francia rispettivamente con il soprano Graziella Sciutti e il tenore Nigel Rogers. Queste esperienze in particolare mi hanno fatto capire che il genere che più era adatto alla mia natura era la musica sacra, barocca e cameristica». Nella formazione di Lanfranchi è centrale anche il fratello, Gianmaria Marco Lanfranchi, pianista e compositore, titolare oggi a Castiglione del’Accademia Musicale XXI secolo. «Marco ha condiviso con me tanti capitoli della crescita artistica e i suoi giusti musicali, che spaziano molto dal momento che è diplomato in composizione, hanno favorito una mia apertura a tutti i generi senza pregiudizi».

Se ne sono accorti i castiglionesi lo scorso anno quando al teatro sociale Marco e Laura si sono ritrovati per una serata di gala che ha registrato il sold-out e hanno messa in scena uno spettacolo musicale che ha spaziato dalla lirica alla musica classica sperimentale passando per il rock e il pop.

«Ho sempre avuto un approccio professionale con la musica. Ho fatto il conservatorio pensando che quanto imparato in quella scuola mi avrebbe dato da vivere. Non ho mai vissuto l’esperienza dello studio della musica come un hobby. Da giovane ero anche fin troppo severa con me stessa. A 25 anni decido di fare audizioni in alcuni teatri di enti lirici italiani: provo a Roma, Milano e Torino. Ero molto incosciente e soprattutto inconsapevole delle difficoltà ma ero anche molto solida musicalmente e fresca vocalmente. Sono arrivata in finale a Milano, eliminata a Bologna e vincitrice a Torino. Infatti sono 19 anni che lavoro al Teatro Regio come artista del coro. Nell’ambito del teatro ho avuto molte occasioni di esibirmi anche in numerose parti solistiche. Recentemente anche alla Scala di Milano. Con il mio amato teatro ci siamo esibiti in produzioni operistiche e concertistiche in tutto il mondo: Cina, America, Canada, Africa, Giappone, Finlandia, Scozia, Germania, Svizzera, Oman, Austria, Spagna».

Luca Cremonesi

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