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Il congedo dei Quilici dalla “loro” Medole

Il figlio di Folco: «Forte il legame della famiglia con il paese»

MEDOLE. Chiude la mostra di Mimì Quilici Buzzacchi allestita alla Torre Civica e dedicata alla sua produzione grafica, con la presenza in sala di Simone Quilici, figlio di Vieri Quilici che, con Folco, è uno dei due figli dell’illustre medolese. La chiusura della mostra è anche occasione per ricordare la figura di Folco Quilici, giornalista, scrittore e documentarista scomparso lo scorso 24 febbraio. In sala avrebbe dovuto esserci anche Brando, il figlio di Folco, ma un piccolo contrattempo gli impedisce di arrivare ma non di mandare, per bocca del cugino Simone, un saluto e un ricordo del padre.

“Mi spiace non essere qui con voi - si legge nel testo di Brando -, nella terra dove è nata mia nonna Mimì e dove gran parte della fortuna e del talento della nostra famiglia è iniziato”. Brando ricorda il legame forte con questa terra che Folco racconta anche nel documentario che ha dedicato alla madre e che viene proiettato nella Torre Civica e che contiene immagini e interviste di Mimì. Nel catalogo della mostra, inoltre distribuito gratuitamente in sala, c’è anche l’ultima intervista di Folco dove il grande giornalista ricorda proprio i ritorni a Medole e, soprattutto, il nonno, il dottor Giovanni Buzzacchi, medico chirurgo che ha dato lustro anche all’ospedale di Mantova e che era il medico dei Mille al seguito di Garibaldi.

Oltre al nonno, Folco ricorda “lo zio inventore, un uomo geniale, aveva un laboratorio fotografico dove sperimentava le prime diapositive su vetro, anche a colori”. La fotografia lega, dunque, Folco alla madre Mimì e a spiegare il senso profondo di questo legame è Roberto Dulio, architetto che accompagna il pubblico della mostra in una visita guidata. «Nelle litografie di Mimì c’è molto di fotografico - spiega Dulio -, perché la costruzione delle immagini e delle inquadrature, sia nelle matrici di legno di bosso sia nel linoleum, devo molto alla fotografia. La cartella Italia Antica e Moderna, conservata alla National Library di New York, ed esposta a Medole, è l’esempio di questo sguardo fotografico».

«La mostra di Medole è importante - afferma Simone Quilici -, non solo perché qui ci sono le radici della nostra famiglia ma perché di fatto questa è la prima mostra integrale di questa produzione di Mimì. In sala ci sono molti disegni inediti che noi stessi abbiamo scoperto di recente mettendo in ordine l’archivio di mia nonna, lavora che sta seguendo mio fratello Mattia». Da qui, dunque, Mimì riparte, come è successo all’inizio del ‘900 quando abbandonò Medole per Ferrara e Roma, ma dove faceva ritorno appena poteva.

Mimì riparte lasciando a Medole la tela del nonno garibaldino, opera da tempo di proprietà della Civica, e ora anche un olio importante con dipinta la casa di Cà Morino dove Mimì è nata. Oggi ultimo giorno della mostra, la seconda che la Civica ha dedicato alla Buzzacchi: apertura dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30. L’ingresso è gratuito.

Luca Cremonesi
 

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