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Un musical su Isabella d’Este realizzato da quattro scuole

Al lavoro i licei musicale e coreutico Isabella d’Este, il Bonomi-Mazzolari e l’Enaip. Musiche di Gabriele Barlera, regia di Federica Restani. Sul palco dell'Ariston saliranno 96 studenti

MANTOVA. Un musical, anzi, un’opera pop: su Isabella d’Este, fresca, divertente, fatta da giovani per i giovani ma professionale e con bei costumi, andrà in scena il 24 maggio all’Ariston. Al centro c’è il periodo più vivace della vita di Isabella, il fidanzamento precoce, la rivalità con la sorella, ambizioni, voglia di piacere e di affermarsi. Fin ch’io viva sarà un’opera pop con un cast di circa 80 studenti e 4 scuole coinvolte: i licei musicale e coreutico Isabella d’Este, che forniranno cantanti, ballerini e musicisti, il Bonomi Mazzolari per i costumi, e per il trucco gli allievi dei corsi di formazione professionale Enaip.

L’iniziativa è partita dall’Isabella d’Este che già l’anno scorso aveva preparato uno spettacolo ideato da Gabriele Barlera. Quest’anno si è voluto allestire un vero musical coinvolgendo la regista Federica Restani. «Una professionalità esterna – spiega la preside Daniela Cremonesi – poiché non abbiamo registi tra i docenti e volevamo il meglio per valorizzare il lavoro didattico dei licei musicale e coreutico. Abbiamo poi la fortuna di collaborare con altre 2 scuole, Bonomi Mazzolari ed Enaip, che garantiscono professionalità. Sono contenta che i mantovani possano conoscere il coreutico: un liceo come gli altri, anche per chi vuole poi diventare avvocato o medico, ma che offre a ragazze e ragazzi, portati per la danza e l’attività sportiva, di dedicarsi all’apprendimento teorico e pratico della danza classica e contemporanea. Molti poi scelgono scienze motorie: il coreutico sviluppa la conoscenza del corpo in senso sportivo».

Ma vediamo la trama “degna di Broadway”. Isabella d’Este, figlia di Eleonora d’Aragona e di Ercole d’Este, viene promessa in sposa al marchese di Mantova, Francesco II Gonzaga, mentre la sorella minore, Beatrice, dovrà sposare il duca di Milano, Ludovico il Moro. Questo matrimonio accende subito l’invidia e la gelosia tra le due sorelle che diventeranno le signore di due delle corti tra le più prestigiose del nord Italia. Quando Isabella, in visita al ducato dove regna Beatrice, nota un dipinto di Leonardo da Vinci (allora a servizio della corte Milanese) a Cecilia Galerani, amante del duca, cercherà di poterne avere uno simile facendoselo promettere dallo stesso Ludovico ammaliato dalla sua bellezza; ma Beatrice gelosa delle attenzioni che il marito dedica alla sorella si oppone, e con l’astuzia riesce a impedire che il dipinto venga fatto. Ma la storia talvolta è più forte degli uomini: il ducato di Milano è stretto d’assedio dal re di Francia. Chi era in auge ora è fuggitivo. Prima che sia tardi riuscirà Isabella a ottenere quel tanto agognato ritratto che la farà vivere in eterno?

I 26 allievi cantanti dell’indirizzo musicale sono diretti da Gabriele Barlera, che ha composto anche le musiche e ideato l’opera, mentre l’orchestra di 25 elementi è diretta da Daniele Braghini. Tre classi dell’indirizzo coreutico dirette da Marta Cicu, Gianluca Possidente, Sara Ferro e Alessia Palombino, debutteranno il 24 maggio all’Ariston con un corpo di ballo di 45 elementi. La supervisione ai testi è di Diva Bedogni.

Al Bonomi Mazzolari, la realizzazione dei costumi originali avviene sotto la guida di Speranza Galassi, Pina Farina e l’insegnante e performer Anna Maria Giacomelli, lo studio del trucco all’Enaip sotto la guida di Elena Gabrieli. Partner tecnici Lubiam e Ars Creazione e spettacolo.

 

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