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un'opera al mese

Palazzo Te, la collezione Sissa e la Torre di Babele ai tempi dell’Isis

Nella sala dei Cavalli di Palazzo Te il 20 aprile alle 18.30 torna il ciclo di conferenze “Un’opera al mese"

MANTOVA. Il 20 aprile nella sala dei Cavalli di Palazzo Te alle 18.30 torna il ciclo di conferenze “Un’opera al mese”. Protagonista sarà l’assiriologo Gianni Marchesi dell’Università di Bologna con l’incontro “Amabili resti. Un mattone iscritto della Collezione Mesopotamica Ugo Sissa e la Torre di Babele ai tempi dell’Isis”.

«Si tratta di un’occasione unica - come evidenziano gli organizzatori - per conoscere un’opera fondamentale dell’archeologia mesopotamica, proveniente dal sito di Nimrud, l’antica Kalhu, a sud di Mosul, una delle capitali assire e, allo stesso tempo, ripercorrere la tragedia dei siti archeologici distrutti dall’Isis». Come anticipa Gianni Marchesi: «Sappiamo che la Torre di Babele altro non era che il grande tempio a gradoni di Marduk, il dio della città di Babilonia, un’autentica meraviglia dell’antichità, costruita per unire il mondo umano e quello divino. Gli antichi abitanti della Mesopotamia chiamavano tali monumenti ziggurat, “tempio a torre”. Purtroppo la ziggurat di Babilonia non è mai giunta sino a noi; ma altri di questi monumenti hanno continuato a torreggiare sulle rovine di antiche città mesopotamiche per secoli e secoli fino ai giorni nostri. Tra questi la celebre ziggurat di Nimrud. Con l’avvento dell’Isis - aggiunge - il sedicente stato islamico, e della sua furia iconoclastica, di questa imponente edificio sacro non è rimasto più nulla, se non un certo numero di mattoni come quello conservato nella Collezione Ugo Sissa di Mantova».

Come spiega Marchesi il mattone reca incisa un’iscrizione in caratteri cuneiformi che ricorda ai posteri la costruzione della ziggurat per mano del re assiro Salmanassar III (858-824 a.C.). «Ora, come detto, quella conservata nella Collezione Sissa di Mantova è l’unica testimonianza che ci rimane di quel sublime monumento andato perduto, assieme a tanti altri che facevano di Nimrud un luogo unico e straordinario. Nel suo agire l’Isis mira a ripristinare una realtà per così dire “pre-babeliaca,” ossia una sorta di mondo monoculturale - conclude - Con una sostanziale differenza: mentre gli uomini di Babele, che parlavano una sola lingua, ambivano a innalzare e a innalzarsi, questi perseguono invece il fine opposto di far precipitare l’umanità tutta nel più cupo oscurantismo». L’iniziativa di domani, aperta al pubblico, è organizzata in collaborazione con l’Università di Bologna. La rassegna, che sta riscuotendo molto successo con grande interesse da parte del pubblico, è a cura del Comune con i suoi Musei Civici, in collaborazione con l’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani. Un ciclo di appuntamenti organizzato allo scopo di promuovere, in forme inedite ed innovative, la conoscenza del patrimonio artistico mantovano. La rassegna guarda inoltre con particolare interesse al mondo della scuola e, anche per questo specifico tema, è stato organizzato un laboratorio rivolto agli studenti nell’ambito di Un’opera al mese-Young edition. L’appuntamento è per sabato 21. «Il mattone iscritto della Collezione Mesopotamica “Ugo Sissa” - confermano gli organizzatori - sarà l’oggetto della riflessione che vedrà coinvolti oltre 100 ragazzi delle classi 1A, 1B, 1C, 1D, del Liceo Artistico Giulio Romano di Mantova e della 1A di Guidizzolo, con i docenti Elisabetta Pradella, Valentina Valente, Gabriella Ramaroli, Elena Venturini, Diego Saccani e Stefano Maragna».

Nel corso della mattinata i ragazzi potranno ascoltare la testimonianza del professor Marchesi «che li condurrà a riflettere sul tema della tutela e della conservazione del patrimonio - concludono gli organizzatori - anche prendendo in esame la distruzione di alcuni siti archeologici ad opera dell’Isis. A seguire, partendo dalle iscrizioni in cuneiforme, l’attività di laboratorio verterà e approfondirà l’antica scrittura attraverso l’utilizzo da parte degli studenti di penne 3D, con l’obiettivo di incidere delle iniziali e creare una sorta di logo personale».


 

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