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Anche Boeri e Kuma a Mantova architettura

E l’11 maggio verrà presentato il Monumento Sarsinate 

MANTOVA. Mantova Architettura, quinta edizione, si terrà dall’8 al 31 maggio, offrendo a studenti e cittadini un confronto con maestri dell’architettura contemporanea in luoghi mitici per i progettisti di tutto il mondo, che li ricordano dai tempi di scuola: il Tempio di San Sebastiano, la Casa del Mantegna, Palazzo Ducale. Oltre al “campus”, sede del Politecnico di Milano, Polo di Mantova, che organizza la rassegna.

Il rettore Ferruccio Resta darà il via l’8 maggio a Palazzo Ducale inaugurando la mostra Mantova imago urbis a cura di Marco Introini e Luigi Spinelli, il giorno dopo alla Casa del Mantegna aprirà invece la mostra su Leon Battista Alberti, con i disegni acquarellati di Josef Frank, che frequentava l’università di Vienna, e che venne a Mantova nel 1910 proprio per copiare la basilica di Sant’Andrea e San Sebastiano. La mostra è a cura di Caterina Cardamone e del direttore di Casabella, Francesco Dal Co.

Il gran finale invece sarà il 31 maggio con la presentazione del progetto di ciclabile Vento, ovvero Venezia-Torino, al San Cristoforo Urban Center, nell’ex chiesa vuota di via Giulio Romano. Programma e relatori sono stati presentati ieri nell’aula magna, pienissima di studenti e docenti, dal prorettore del polo mantovano Federico Bucci assieme al sindaco Mattia Palazzi, a Vittorio Longheu, della consulta lombarda dell’Ordine degli architetti, e ad Alessandra Fortunati, per l’Ordine degli architetti di Mantova. Proprio l’Ordine ha ideato e il San Cristoforo Urban Center.

Erano presenti anche docenti e relatori internazionali, come lo statunitense John Pinto e i portoghesi Eduardo Souto de Moura, Pedro Domingos e Joao Luis Carrillo da Gracia. Bucci ha anche annunciato che Carrillo da Gracia insegnerà a Mantova per tre anni. «Abbiamo appena firmato il contratto».

Tra i relatori, molto atteso il giapponese Kengo Kuma al Bibiena (9 maggio). Verranno poi da Parigi Philippe Garric, dal Paraguay Javier Corvalan, da San Paolo del Brasile Martin Corullon e Gabriel Marcio Kogan, da New York Annabelle Selldorf e Andrew Berman. Molti gli italiani, impegnati anche nel Terzo mondo, come Camillo Magni di Architetti senza frontiere. E ancora Emilio Caravatti, Michelangelo Russo, Carlo Terpolilli, Vincenzo Corvino, Simone Sfriso, Vincenzo Latina, Rita Occhiuto, Emanuele Fidone, Camillo Botticini, Gianluca Gelmini.

Ma c’è un nome che spicca: Stefano Boeri, l’autore del progetto di rivalutazione dell’area ex militare di San Nicolò che si affaccia sul lago Inferiore, ove si trovava il cimitero ebraico. Insomma il Mantova Hub, fiore all’occhiello di Palazzi. Il ruolo del Politecnico, con studenti da tutto il mondo, è stato sottolineato dal sindaco (lontani i tempi in cui forse sottovalutò Mantova Architettura) che ha parlato del futuro di Mantova nella ricerca e nella formazione continua (quella su cui hanno insistito Longheu e Fortunati). “O ti formi o ti fermi” ha sentenziato Palazzi. Un momento importante per la città sarà la presentazione del Monumento Sarsinate, ricomposto al Museo Archeologico. Ne parleranno l’11 maggio il direttore di Palazzo Ducale Peter Assmann, il sovrintendente Gabriele Barucca e il direttore dei musei lombardi Stefano L’Occaso. Tra le curiosità, la mostra sul Cantiere della metropolitana di Napoli, i cui rilievi sono firmati da Luigi Fregonese del Politecnico.

Mantova Architettura ha poi alcuni rami, a Sabbioneta, a Verona e a Parma, dove si terrà una mostra di Ettore Sottsass. Ringraziamenti sono andati a Provincia, Comunità Mantovana, sponsor e e Stark, l’associazione studentesca.

Maria Antonietta Filippini
 

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