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Il “Terzo segreto” rilancia: non escluso un secondo film

Divertente incontro del mantovano Fadenti con il collega Belfiore e l’attore Loizzi “Si muore tutti democristiani” arriva dopo 7 anni di lavoro. Cameo della Gruber

'Si muore tutti democristiani' al cinema dal 10 maggio. La clip in anteprima Tre amici di lungo corso legati da stessi ideali e sogni gestiscono una piccola casa di produzione sperando di tornare a realizzare documentari a tema sociale. Il progetto sembra diventare concreto, con la possibilità di un bel guadagno, ma solo scendendo a un compromesso che potrebbe vanificare ciò in cui hanno sempre creduto. Scatta il domandone: "Meglio fare cose pulite con i soldi sporchi, o cose sporche con soldi puliti?". La risposta è in 'Si muore tutti democristiani' al cinema dal 10 maggio con 01 Distribution, diretto dal collettivo Il Terzo segreto di Satira che lo ha anche scritto insieme a Ugo Chiti. Nel cast Marco Ripoldi, Massimiliano Loizzi, Walter Leonardi, Renato Avallone con Valentina Lodovini, Martina De Santis e Francesco Mandelli. La clip in anteprima

MANTOVA. «È il risultato di sette anni di lavoro, prove, errori, esperienze, rapporti umani e amicizia». Così il regista mantovano Andrea Fadenti descrive l’ultimo lavoro de “Il terzo segreto di satira” che lo vede alla regia e alla scrittura insieme ad altri quattro ragazzi.

Fadenti ha incontrato il pubblico, che lo ha accolto con un caloroso applauso, prima della proiezione del lungometraggio Si muore tutti democristiani alla multisala Cinecity di Boccabusa. Un film che mescola risate e riflessioni sulla società contemporanea. Presenti anche il collega regista Pietro Belfiore e l’attore Massimiliano Loizzi. A moderare l’incontro il giornalista Paolo Zelati.

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«Il nostro gruppo nasce nel 2011 alle scuole civiche di Milano. Ci accomunavano la passione per la politica e un forte senso dell’umorismo. L’inizio della storia l’abbiamo scritto nel 2012. Il film è stato girato tra novembre e dicembre del 2016. Ha avuto una lunga gestazione. Per noi è un giro di boa: ora dovremo valutare opinioni e incassi. Se il film vi piace è merito nostro, in caso contrario la responsabilità è solo nostra. Tra attori, comici e cabarettisti sono stati 50 gli artisti in campo. I rapporti personali instaurati negli anni hanno giocato un ruolo primario: il direttore alla fotografia ad esempio era stato un nostro professore».

«La nostra intenzione era quella di fare un vero film e non una carrellata di sketch - gli fa eco Belfiore -. Era il nostro sogno, siamo cresciuti studiando cinema con questo obiettivo». «Siamo amici e non solo colleghi - continua Loizzi -. Non siamo solo un gruppo di lavoro ma un collettivo in cui si sta bene quando si lavora. Siamo una grande famiglia. Sul set c’è serenità, ci capiamo subito, e nel film si vede. Il lungometraggio è il risultato di sinergie create negli anni. Perché sono qui oggi? Perché sono un sex symbol, non sono nemmeno un bravo attore. Il film avrà un seguito? Direi di no perché alla fine muoiono tutti uccisi da Thor» conclude scherzando. E tra i camei che appaiono nel film c’è anche Lilli Gruber. «È un’istituzione, si fa fatica a coinvolgere - dice Belfiore -. La scena con lei è stata girata sei mesi dopo la fine delle riprese. Mancava solo quella. Lei pensava di leggere una frase invece aveva mezza pagina. Non voleva più partecipare. Invece poi il ciak è stato dato e la prima prova è stata perfetta».

I registi si sono infine soffermati sui progetti futuri. «Ci piace scrivere di attualità con comicità. Il mezzo non è importante. Torneremo ai nostri video ma non escludiamo un secondo film».

Barbara Rodella
 

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