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Guarnieri, nuova opera al “Maggio” fiorentino

Il compositore e musicista di Sustinente per “Infinita tenebra di luce” si è ispirato a un verso di Rilke: La prima il 3 giugno

MANTOVA. Una nuova opera di Adriano Guarnieri andrà in scena il 3 giugno al Teatro Goldoni di Firenze nell’ambito dell’LXXXI Festival del Maggio Musicale Fiorentino, che l’ha commissionata al compositore nato a Sustinente, per il ciclo di opere intitolato Dialoghi ai confini della libertà. Dunque, dopo l’inaugurazione del 5 maggio con Cardillac di Paul Hindemith e La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi, in cartellone dal 22 giugno, la prestigiosa istituzione musicale proporrà domenica 3 giugno, alle 16.30, la prima rappresentazione assoluta di Infinita tenebra di luce di Adriano Guarnieri.

Repliche il 5 e l’8 giugno alle 20. Le altre opere in cartellone sono Il Prigioniero/Quattro pezzi Sacri di Luigi Dalla Piccola e Giuseppe Verdi, La Dafne di Marco da Gagliano e infine Macbeth di Giuseppe Verdi, diretta da Riccardo Muti per celebrare il 50° del suo debutto a Firenze. Ci sono nuovi allestimenti, ma quella di Guarnieri è l’unica opera nuova ed essere chiamati dal “Maggio” è un avvenimento straordinario. Per gli amici di Sustinente o i mantovani che vorranno andare a Firenze per assistere alla nuova opera di Guarnieri, le prenotazioni si possono fare sul sito www.maggiofiorentino.com. I prezzi vanno da 10 a 30 euro.

Il titolo prende spunto da un verso di Rainer Maria Rilke, “Incedi oltre su me, infinita tenebra di luce», dalla raccolta di liriche ispirate alla notte e al suo angelo e all'amata mai giunta. La composizione mette in scena 4 volti immaginari, visioni poetiche per raccontare l'interiorità dell'animo umano, che si materializzano e poi scompaiono come immagini oniriche. L'opera non segue una trama narrativa, dipanandosi come un flusso musicale di azioni dello spirito attorno al trittico notte-amata-angelo. In questo contesto il canto, ora lineare, ora polifonico, è pregno di accensioni musicali e letterarie continue: la vocalità scorre ininterrotta, senza soluzioni di continuità, in una temporalità non ritmicamente identificabile per delineare il dramma dell'animo umano.

L’allestimento dell’opera è in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti. Regista sarà Giancarlo Cauteruccio, direttore Pietro Borgonovo, artisti del ContempoArtEnsemble. Voce recitante Fulvio Cauteruccio.

È un momento d’oro per Sustinente: i suoi due artisti che si sono incontrati sul palcoscenico del Conservatorio Campiani per un omaggio organizzato pochi anni fa dal Consorzio dell’Oltrepò mantovano stanno vivendo un momento magico delle loro carriera. Sullo stesso palco furono applauditi il soprano Eleonora Buratto, che ormai canta nei più grandi teatri del mondo, e appunto il compositore Adriano Guarnieri che lasciò Sustinente per studiare al conservatorio di Bologna, dove poi è rimasto ad abitare. Proprio l’anno scorso Guarnieri ha festeggiato i 70 anni. Una vita piena di musica, da allievo di Giacomo Manzoni a Bologna ai rapporti intensi con l’avanguardia e le collaborazioni con Luigi Nono e Luciano Berio, alle opere legate a poeti, come Giovanni Raboni. Nella sua vita, Guarnieri, prima di quella per il Maggio Fiorentino, aveva composto otto opere, l’ultima, Fammi udire la tua voce, liberamente ispirata al Cantico dei Cantici, eseguita al Teatro Sperimentale di Spoleto proprio il giorno del suo compleanno, il 10 settembre.

La prima delle sue opere, Trionfo della notte, su testo di Pasolini, eseguita a Bologna per il decennale della morte del poeta e regista, vinse il premio Abbiati (miglior compositore dell’anno), come pure Medea del 2002, con la figura della madre assassina interpretata da Antonella Ruggiero e due soprani, Sonia Visentin e Alda Caiello. Fu la prima opera con regia video, realizzata a Venezia all’interno del teatro della Fenice bruciato, proprio all’interno del cantiere.

Le altre opere di Adriano Guarnieri sono Orfeo su testo di Poliziano, a Montepulciano; Il processo a Costanza, al teatro di Pesaro; la quarta Pietra di diaspro dall’Apocalisse, al festival di Ravenna; la quinta Tenebre su testo di Massimo Cacciari, nel 2006 a Ravenna; e la sesta L’amor che muove il sole a Ravenna nel 2014 per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, sono state messe in scena anche al Teatro dell’Opera di Roma. Infine, commissionata dall’allora sindaco di Torino Pietro Fassino, Lo stridere luttuoso degli acciai, in memoria delle vittime della Thyssen.

Maria Antonietta Filippini


 

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