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Matteo Trevisani 

Il passato e la magia vanno di pari passo con la realtà

Convincente romanzo d’esordio del giovane scrittore romano, tra inquietudine e mistero

«L’anno della mia morte era iniziato bene. Ero riuscito ad accomodare e a ripiegare certe ambizioni dolorose e mi ero messo diligentemente a seguire il flusso delle cose che capitavano. Lavoravo in una piccola casa editrice che pubblicava libri di spiritualità e filosofia. Il lavoro mi piaceva e pagava l’affitto di una camera in un appartamento pieno di libri a San Giovanni da cui, se mi sporgevo abbastanza dalla finestra del salotto rischiando di cadere nel giardino condominiale, riuscivo a vedere un pezzetto di cattedrale. Da qualche tempo avevo cominciato ad andarmene in giro per Roma, da solo, a scoprire cose che la memoria di tutti aveva dimenticato. Non avrei mai potuto immaginare che, mentre per la prima volta mi pareva di vivere una vita tranquilla, senza bruschi stordimenti dell’animo, il destino preparava per me un viaggio. Un viaggio di ritorno attraverso il mondo dei morti».

L’inizio dell’esordio di Matteo Trevisani Libro dei fulmini, pubblicato dal raffinato editore Atlantide, ci guida da subito dentro un romanzo onirico e sensuale, dove il tempo non segue regole precise, i personaggi abitano insieme il presente e il passato e la magia vanno di pari passo con la realtà più tristemente concreta.

Già la bella copertina annuncia una storia con un legame forte con l’architettura e con una città dove si sentono ancora rieccheggiare i passi degli antichi abitanti.

Roma è protagonista assoluta del romanzo che potrebbe davvero essere usato come guida a una città al di fuori dei tradizionali percorsi turistici o comunque con uno sguardo diverso sulla ricchezza archeologica della capitale.

Quello che colpisce però da subito è la maturità stilistica del giovane autore, che mostra grande densità e varietà nell’usare la ricchezza della lingua italiana. Dando la sensazione che non poteva esserci altro linguaggio per raccontare una storia che diventa via via sempre più misteriosa e inquietante, che ci immerge nei miti sui fulmini che risalgono alla civiltà etrusca, ma che rievoca anche intense storie d’amore e riti che rimandano a quelli eleusini o all’estasi dei satiri. Il tutto insieme a una storia molto contemporanea: il giovane protagonista lavora in una piccola casa editrice, gira per Roma in motorino, incontra e si innamora di Silvia che scopre poi essergli in qualche modo destinata.

Non sempre è facile seguire il flusso degli eventi, ma Libro dei fulmini è un romanzo a cui abbandonarsi senza farsi troppe domande o meglio senza aspettarsi subito le risposte. Anche il lettore deve scavare tra i suoi resti e nel passato, ma anche uscire in qualche modo dalla realtà tangibile per aprirsi ai misteri spesso inspiegabili della vita.

Simonetta Bitasi

Matteo Trevisani, Libro dei fulmini, Atlantide, 2017

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