Quotidiani locali

«Cammino verso l’orizzonte»

La freelance di Castiglione sogna di raccontare il mondo attraverso i reportage

C’è ancora chi crede che si possa raccontare il mondo con penna (ma nella nostra epoca ormai è sinonimo di computer) e macchina fotografica. L’accesso al web e ai big data non può sostituire l’occhio, l’anima e la testa di chi parte e si reca sul posto per vedere, conoscere e comprendere. Sembra davvero una storia di un’altra epoca eppure ha come protagonista una giovane neo laureata in giornalismo che all’attivo ha già alcuni reportage apparsi su MicroMega, testata di riferimento nell’ambito della critica sociale e della lettura impegnata della realtà, e su quotidiani come Il Manifesto. Martina Pasini ci crede, davvero, «e non smetto di farlo. Quello è il mio obiettivo, poter raccontare il mondo con parole e immagini». Il mondo e, in particolare il Sud America, «una parte di mondo che amo in modo particolare. Mi piacerebbe poter vivere sei mesi in America Latina, lavorare, fare indagine e raccogliere i dati. Poi tornare qui, in Europa, e poter rielaborare quanto raccolto. Questo è il mio ideale, il mio orizzonte».

Come scriveva Eduardo Galeano, compianto scrittore uruguaiano, “l’orizzonte si sposta mentre noi camminiamo. A cosa serve l’orizzonte dunque? A continuare a camminare”. «A Parma ero convinta di trovare quello che cercavo. Ero convinta che quella facoltà mi avrebbe messo sulla strada giusta. Devo dire che non è stato così. Ho avuto un buon docente, Maurizio Chierici, giornalista di vecchia scuola, ha lavorato anche per Il Fatto. Lui ci ha spinto a lavorare sul campo. Sono partita con Alessandra Cucchi, mia amica e collega. Ecco, Parma mi ha permesso di incontrare Alessandra con la quale lavoro e ho fatto le mie prime esperienze. Siamo partite e siamo andate nei Balcani. Croazia, Bosnia e Serbia, sui confini. Abbiamo raccontato i capi dei migranti. I viaggi, le attese, le storie di queste persone».

Da quell’esperienza Martina porta a casa quello che già è da sempre celato nella sua curiosità: la passione per l’altro, per i mondi degli altri. «Sempre con Alessandra, al di fuori, questa volta dall’Università, siamo partite per la Grecia. Così è nato Aut-Aut, un progetto che si è concretizzato in una mostra fotografica che è stata allestita anche a Castiglione, nel Museo internazionale della Croce Rossa e in biblioteca, ma che è stata anche a Iseo e a Parma. Oltre alle foto abbiamo realizzato un reportage che è uscito sempre su MicroMega».

Il viaggio in Grecia porta le due amiche a intervistare due intellettuali importanti, le cui interviste sono apparse sui quotidiani italiani. Vassilis Vassilikos, lo scrittore autore del classico “Z l’orgia del potere” (nuova edizione per Feltrinelli) e Petros Markaris, autore di una fortunata serie di gialli con protagonista il commissario Kostas Charitos, sono interlocutori «che ci hanno aiutato a capire la situazione tragica che stava vivendo la Grecia nei momenti difficili che hanno caratterizzato la sua nota vicenda con l’Unione Europea».

Dalla Grecia al Sud America, dunque, passando prima per la Spagna. «Qui abbiamo raccontato la storia del Comune di Marinaleda e dell’esperimento sociale che è in corso ormai da anni. Anche in questo caso il testo è uscito su MicroMega». L’ultimo viaggio, al momento, è quello in Bolivia, l’estate scorsa. «Sono andata con Mirko Baltieri, fotografo. Si tratta dunque di un lavoro mio, realizzato con il supporto delle sue immagini. Anche questo è stato pubblicato su MicroMega. Ho raccontato la storia del paese guidato da Morales. In particolar modo mi sono occupata della vicenda che vede persone intenzionate a sfruttare le materie prime che si trovano nelle aree protette perché zone dove vivono gli indigeni».

Martina ora è ferma. «Vorrei partire per la Colombia, ma da un lato sono bloccata per le mille pratiche burocratiche che devo espletare per partire con il master a Madrid; dall’altro lato mancano le finanze. Lavoro da dieci ani per mantenermi. Lavoro come barista. Tuttavia, ormai il mio percorso di formazione l’ho fatto. Mi sono laureata, ora seguirò questo master. Qualche esperienza in giro per il mondo l’ho fatta. Comincio a pensare che sia difficile proseguire su questa strada. Tuttavia non mollo».

Martina era decisa e combattiva già da studentessa al liceo. Nelle assemblea era capace di zittire i compagni e le compagne che rumoreggiavano nel disinteresse. Lei era interessata. Voleva ascoltare e capire. Conoscere. Quella modalità l’ha portata ad intraprendere una strada, di certo non la più “canonica” per chi ha fatto i suoi studi. Allo stesso tempo una delle più belle, quelle che ti portano, in giovane età, ad inseguire un sogno, a camminare verso l’orizzonte. «Non è poca cosa quanto è stato fatto ad oggi» le ricordo al telefono nel salutarla. «Non mollare».

Luca Cremonesi

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