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Lo scenografo Santi da Palidano ai palcoscenici di tutto il mondo

L’artista lavora con i grandi nomi del cinema e del teatro: con Luca Ronconi ha collaborato per la lirica e la prosa

MANTOVA. Da Palidano ai palcoscenici di tutto il mondo. In una frase è questa la carriera artistica di Tiziano Santi. «Sono nato in Umbria nel 1955, da genitori mantovani e reggiani che erano là per lavoro. Mio padre di Villimpenta, mia madre di Luzzara. Dall’età di 6 anni ho vissuto a Palidano, adesso a Parma dove ho abitazione e studio professionale» dice. Come ha cominciato? «Dal 1977 al 1981 con l’Accademia teatrale Campogalliani per la quale ho firmato alcune ideazioni sceniche con la r ...

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MANTOVA. Da Palidano ai palcoscenici di tutto il mondo. In una frase è questa la carriera artistica di Tiziano Santi. «Sono nato in Umbria nel 1955, da genitori mantovani e reggiani che erano là per lavoro. Mio padre di Villimpenta, mia madre di Luzzara. Dall’età di 6 anni ho vissuto a Palidano, adesso a Parma dove ho abitazione e studio professionale» dice. Come ha cominciato? «Dal 1977 al 1981 con l’Accademia teatrale Campogalliani per la quale ho firmato alcune ideazioni sceniche con la regia di Aldo Signoretti, e proprio questa esperienza ha segnato l’inizio della mia carriera, esattamente dal racconto di Ersilia Drei in “Vestire gli ignudi” di Pirandello che rappresentammo al Caos ad Agrigento».

Consultiamo gli annali campogallianici e, con regia signorettiana, oltre agli ignudi troviamo “13 a tavola”, “Le metempsicosi di Yo-Tche-U” e “Gli innamorati”, spettacoli portati ai festival d’arte drammatica a Pesaro, al Pirandelliano di Agrigento e di teatro a Macerata. Dopo l’entrée, o l’assaggio mantovano, arriva l’impressionante curriculum santiano. Non si sa da dove cominciare. Pagine e pagine, registi famosi, luoghi prestigiosi. Non resta che elencarne qualcuno, sacrificando agli dei e ai lettori tutto il resto, la gran parte. Per dare però subito l’idea, passando dal teatro al cinema, ecco Santi assistente art director al set italiano del kolossal “Il gladiatore” diretto da Ridley Scott e interpretato da Russell Crowe, Richard Harris, Oliver Reed. Altro blasone: in qualità di pittore Santi realizza la scenografia del film “Opera” di Dario Argento. Dal cinema alla musica: responsabile del reparto scenografia, collabora a Parma all’opera “Genesi” di Battiato.


Sempre a Parma si snoda il lungo elenco dei lavori di Santi: per “I due Foscari”, “Il barbiere di Siviglia”, “Cavalleria rusticana”, “Boris Gudunov”, “Don Giovanni”, “Woitzech”, “Pagliacci”, “Lohengrin”. Poi “Sogno di una notte di mezza estate” con regia di Walter Le Moli. «Con Le Moli, allora regista e direttore del Teatro Due di Parma, ho cominciato a firmare progetti scenografici fino ad arrivare alla collaborazione sia in prosa che in lirica con Luca Ronconi» dice Santi. Alcuni titoli: “Falstaff”, “Semiramide”, “Aida”, “Zar Saltan”, “Fahrenheit 451”. Sempre di Ronconi, nel 2006 a Torino per le Olimpiadi della cultura, “Il silenzio dei comunisti”, “Lo specchio del diavolo”, “Troilo e Cressida”, “Drammi di guerra”, “Biblioetiche”: con tre di questi Santi vince il premio Ubu per la migliore scenografia. Per ragioni di spazio dobbiamo omettere nientemeno che il Maggio Fiorentino, il Festival della Val d’Itria e tante altre eccellenze. Santi, 63 anni compiuti, dice che ora si dedica “solamente” alla progettazione di scenografie sia per il teatro di prosa che lirico.

Quali sono i progetti? Semplice la risposta: «Nell’ immediato ho firmato le scene per “Nabucco” rappresentato come inaugurazione del festival estate ad Atene al teatro romano di Erode Attico, una location entusiasmante dentro il perimetro dell’Acropoli. Nel futuro “Adina” al festival di Pesaro, “Madama Butterfly” a Trieste, una ripresa di “Semiramide” di Ronconi a Bilbao…». E altro, molto altro ancora.