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Pista mantovana per il Mantegna ritrovato: «La Resurrezione fu dipinta per i Gonzaga»

La tavola conservata a Bergamo farebbe parte di un polittico commissionato al pittore per il Castello di San Giorgio

MANTOVA. Se fosse stato un giallo si sarebbe trattato di un cold case. Risolto grazie al puntiglio degli studiosi e a tecniche di indagine sempre più evolute. Sulla Resurrezione di Cristo, opera che per anni è stata considerata un lavoro di scarso interesse, attribuita ad Andrea Mantegna in un lontano passato, ma poi derubricata a pezzo di scuola mantegnesca e infine riferita al figlio, ora si può dire che il mistero è risolto: l’autore è il genio rinascimentale. Ne è certo Giovanni Valaguss ...

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MANTOVA. Se fosse stato un giallo si sarebbe trattato di un cold case. Risolto grazie al puntiglio degli studiosi e a tecniche di indagine sempre più evolute. Sulla Resurrezione di Cristo, opera che per anni è stata considerata un lavoro di scarso interesse, attribuita ad Andrea Mantegna in un lontano passato, ma poi derubricata a pezzo di scuola mantegnesca e infine riferita al figlio, ora si può dire che il mistero è risolto: l’autore è il genio rinascimentale. Ne è certo Giovanni Valagussa, conservatore dell’Accademia Carrara di Bergamo, che è diventata proprietaria della tavola nel 1866, come lascito del Conte Guglielmo Lochis. Valagussa, però, si spinge oltre: ipotizza che la tavola sia parte di un polittico realizzato dall’artista a Mantova, un ciclo decorativo commissionato dalla famiglia Gonzaga per il Castello di San Giorgio, andato disperso già nel cinquecento.

L’attribuzione al Mantegna è avvenuta grazie agli studi per la preparazione del catalogo scientifico ddei dipinti dell’Accademia Carrara del ’300 e ’400. «Si tratta di un volume che contempla più di 110 opere - spiega la direttrice Maria Cristina Rodeschini - e tra queste c’è anche la Resurrezione di Cristo, che ha avuto vicende complicate. Studiandola di nuovo, e con l’attenzione che soltanto un museo può avere, siamo arrivati a questa scoperta».

L’indizio principale, un particolare minuscolo e apparentemente insignificante era coperto dalla cornice: «Nella parte inferiore del dipinto, abbiamo notato una piccolissima croce d’oro, che ci ha fatto sorgere molti interrogativi. La successiva esplorazione ci ha fatto scoprire il legame con un’altra opera del Mantegna: la Discesa di Cristo al limbo, conservata a Princeton». L’asta che regge la piccola croce che si trova alla base della Resurrezione appartiene a quella tavola, attribuita con certezza a Mantegna e, nel 2003, battuta all’asta da Sotheby’s per 30 milioni di dollari. La Resurrezione è la parte superiore della composizione, separata dalla Discesa al limbo come tante volte è accaduto per altre opere.

Al completamento del polittico, secondo gli studiosi bergamaschi, mancherebbero altre due tavole: la Morte della Vergine conservata al Prado e l’Ascensione, che si trova agli Uffizi. —