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E nel reparto di Oncologia l’artista incontra i pazienti

«Ringrazio con tutto il cuore  i pazienti e il dottor Cantore  che con genialità e umanità  ha immaginato  questo incontro»

MANTOVA. Non solo musica per Giovanni Allevi che nel pomeriggio di ieri, sabato 1 settembre,  ha fatto visita al reparto di Oncologia del Carlo Poma. Un incontro che ha toccato le corde più intime del compositore come ha raccontato prima del concerto.

«E’ stata un’esperienza forte perché dove c’è la sofferenza la vita brilla di senso - ha commentato - è stato importante per me perché la bellezza dell’amore che abbiamo ricevuto, ci ha riportato il senso autentico di essere artisti».

Poi un pens ...

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MANTOVA. Non solo musica per Giovanni Allevi che nel pomeriggio di ieri, sabato 1 settembre,  ha fatto visita al reparto di Oncologia del Carlo Poma. Un incontro che ha toccato le corde più intime del compositore come ha raccontato prima del concerto.

«E’ stata un’esperienza forte perché dove c’è la sofferenza la vita brilla di senso - ha commentato - è stato importante per me perché la bellezza dell’amore che abbiamo ricevuto, ci ha riportato il senso autentico di essere artisti».

Poi un pensiero a chi ha organizzato l’incontro. «Ringrazio con tutto il cuore - ha aggiunto Giovanni Allevi - il dottor Maurizio Cantore che con genialità e umanità ha immaginato questo incontro di note e di abbracci e ringrazio tanto anche i pazienti».

Il giovane compositore, direttore d'orchestra, figlio di un clarinettista e di una cantante lirica, ha girato il mondo con la sua musica.

Negli ultimi tour Giovanni Allevi è affiancato dall'Orchestra Sinfonica Italiana, una formazione nuova, fatta di giovani musicisti provenienti dalle più importanti e storiche istituzioni di Italia, come l'Orchestra alla Scala di Milano, il Maggio Musicale Fiorentino, e l'Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova: una "nazionale di calcio" delle orchestre. Il rapporto con i musicisti è speciale ed informale. E anche ieri al Poma il compositore era accompagnato da alcuni musicisti.

«Mentre noi spesso ci lamentiamo di stupidaggini - ha concluso il musicista - i pazienti sorridevano pervasi da una profonda gioia di vivere ... che ci ha contagiati».

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