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Bruno Bozzetto torna con i suoi supereroi in versione graphic novel

Al Bibiena applausi per la leggenda del disegno animato che ha parlato del nuovo progetto firmato con Panaccione



L’accoglienza per Bruno Bozzetto è da effetti speciali. La leggenda del disegno animato, dopo 50 anni dall’uscita del film Vip - Mio fratello superuomo, torna con i suoi supereroi debuttando nel mondo della graphic novel. Ottant’anni compiuti e la vitalità di un ragazzino, l’inventore del Signor Rossi e candidato all'Oscar nel 1991 per il corto “Cavallette”, regala al pubblico del Bibiena un viaggio nella sua straordinaria carriera presentando Minivip & Supervip – Il mistero del Via Vai. «Un ...

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L’accoglienza per Bruno Bozzetto è da effetti speciali. La leggenda del disegno animato, dopo 50 anni dall’uscita del film Vip - Mio fratello superuomo, torna con i suoi supereroi debuttando nel mondo della graphic novel. Ottant’anni compiuti e la vitalità di un ragazzino, l’inventore del Signor Rossi e candidato all'Oscar nel 1991 per il corto “Cavallette”, regala al pubblico del Bibiena un viaggio nella sua straordinaria carriera presentando Minivip & Supervip – Il mistero del Via Vai. «Un volume che è l’equivalente della Cappella Sistina - come lo introduce Bruno Gambarotta - con tavole straordinarie e sotto-storie che non interrompono l’azione, fra cui una straordinaria parodia del cinema». Al suo fianco l'illustratore e fumettista Grégory Panaccione col quale ha realizato il progetto pubblicato in Francia e uscito in Italia per Bao Publishing. «Io ho scritto la sceneggiatura - sorride Bozzetto - chi l’ha reso stupendo col suo apporto creativo, la potenza grafica e la caratterizzazione dei personaggi è stato Gregory». Si parla di mercato, di distribuzione e delle difficoltà incontrate dai giovani fumettisti in Italia. In sala, oltre all’illustratore Paolo Barbieri, c’è Zerocalcare (già candidato allo Strega) che Bozzetto coinvolge dal palco e loda per il suo lavoro. Il maestro prosegue e cita gli anni d’oro di Carosello, l’Uomo mascherato di Falk e Moore e il primo 007 Licenza di uccidere. Fonti di ispirazione per il film del 1968. E poi via tra passato e presente a cavallo della nuova “ecofiction” che critica inquinamento e società dei consumi. Il progetto, nato come sceneggiatura di un film (scritta con Nicola Ioppolo) rimase nel cassetto per anni, poi l’idea della graphic novel. Cosa resta fondamentale nel lavoro? «Apprezzo la tecnologia che è entrata nel nostro campo - conclude - perché ci permette di fare l’impossibile, ma non il suo uso esagerato per fini estetici. Oggi mi sembra che tra i giovani ci sia un’eccessiva attenzione a questi canoni. Quello che decreta il successo di un’opera non credo sia l’assoluta perfezione, ma ciò che racconto al pubblico». —