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L’uomo contro il robot: una lotta difficile ma partiamo in vantaggio

Operto: possiamo rendere le macchine più consapevoli Nemolato: siamo già cyborg, in simbiosi con lo smartphone

Uomo versus robot: chi avrà la meglio? Se n’è parlato ieri, in piazza Castello, durante il tradizionale incontro promosso da Eni. Sul palco l’attore Neri Marcorè, storico conduttore dell’evento, affiancato dal celebre filosofo Umberto Galimberti, dall’imprenditore Jacopo Perfetti, da Fiorella Operto, presidente della scuola di robotica di Genova, e dal giovane artista Luca Nemolato, che ha collaborato alla creazione dell’umanoide protagonista del pluripremiato film La forma dell’acqua.

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Uomo versus robot: chi avrà la meglio? Se n’è parlato ieri, in piazza Castello, durante il tradizionale incontro promosso da Eni. Sul palco l’attore Neri Marcorè, storico conduttore dell’evento, affiancato dal celebre filosofo Umberto Galimberti, dall’imprenditore Jacopo Perfetti, da Fiorella Operto, presidente della scuola di robotica di Genova, e dal giovane artista Luca Nemolato, che ha collaborato alla creazione dell’umanoide protagonista del pluripremiato film La forma dell’acqua.

Secondo Galimberti, l’inarrestabile avanzata della tecnica sta trasformando l’uomo in un funzionario al servizio delle macchine: «Abbiamo scatenato Prometeo – sottolinea - ed ora ne paghiamo le conseguenze».

Più ottimista Nemolato: «La tecnica è lo strumento con cui esprimo la mia arte. Sono io al comando. Oggi ci viene chiesto di essere sempre più efficienti ed aggiornati, dunque, o ci facciamo da parte, oppure interagiamo con le nuove tecnologie, diventando qualcosa di nuovo, oltre l’umano. Personalmente sarei pronto a farmi impiantare un braccio robotico, se l’innesto mi rendesse più veloce. In fondo, tutti noi siamo già dei cyborg che vivono in simbiosi con il proprio smartphone».

Per Operto siamo di fronte a sfide inedite, da affrontare con il piede giusto: «Non siamo in grado di tener testa alla velocità computazionale delle macchine, ma possiamo elevare le nostre coscienze ed inserire nei robot dei modelli che rendano il loro uso consapevole».

Dati alla mano, Perfetti ha aggiunto: «Nei prossimi venti anni il 47 per cento dei lavoratori rischia di essere sostituito da una macchina, perciò non basta essere efficienti: dobbiamo mettere qualcosa di nostro in tutto ciò che facciamo. L’uomo parte in vantaggio rispetto al robot, perché possiede creatività, talento, capacità di dialogo, senso critico ed una storia che lo rende unico». —

RITA LAFELLI

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