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Marta Fana e la fuga dei giovani cervelli «Per rientrare serve una scelta valida»

L’energia di Marta Fana, classe 1985, è contagiosa e coinvolgente, tipica di chi ha trascorso una vita, o parte di essa, a studiare diversi fenomeni, come quello dei cervelli in fuga, il lavoro in...

L’energia di Marta Fana, classe 1985, è contagiosa e coinvolgente, tipica di chi ha trascorso una vita, o parte di essa, a studiare diversi fenomeni, come quello dei cervelli in fuga, il lavoro in tutte le sue caratteristiche economiche, politiche e sociali. Balzata agli onori delle cronache per aver smentito i dati del Jobs Act, dell’alternanza scuola-lavoro, dell'utilizzo dei voucher, del volontariato non retribuito, e dei lavori cosiddetti a cottimo, Fana ha parlato, dunque, di depauperam ...

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L’energia di Marta Fana, classe 1985, è contagiosa e coinvolgente, tipica di chi ha trascorso una vita, o parte di essa, a studiare diversi fenomeni, come quello dei cervelli in fuga, il lavoro in tutte le sue caratteristiche economiche, politiche e sociali. Balzata agli onori delle cronache per aver smentito i dati del Jobs Act, dell’alternanza scuola-lavoro, dell'utilizzo dei voucher, del volontariato non retribuito, e dei lavori cosiddetti a cottimo, Fana ha parlato, dunque, di depauperamento, così come il titolo del suo libro, Non è lavoro, è sfruttamento. Al centro dei suoi interventi troviamo l'analisi delle crescenti diseguaglianze sociali legate alle trasformazioni nel mercato del lavoro, dove imperano la flessibilità e la sottoccupazione.

Per raggiungere una dignità lavorativa, con condizioni contrattuali adeguate e compensi equi, bisogna partire dall'inizio, dall'istruzione e soprattutto dal rifiuto collettivo: «Le battaglie si combattono insieme, ha raccontato ai ragazzi di Blurandevù, rispondendo alle domande, perché da soli, in sostanza, non si combina nulla».

Marta Fana si è autodefinita una migrante economica, poiché dopo il liceo s’è trasferita in Francia dove oggi, peraltro, è ricercatrice in economia presso l'istituto di studi politici di Sciences Po a Parigi. «La questione non è da ritrovare nei giovani che scappano dall'Italia - ha osservato -: il fatto è che poi non esiste una scelta valida per rientrare». —

ELISA TURCATO